Ristorante e Albergo Santo Spirito dal 1897

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A Molini di Triora un locale storico che usa i prodotti della sua azienda agricola. Tra le sue proposte la cacciagione, il coniglio alla ligure e le lumache con il vino ormeasco

Ristorante e Albergo Santo Spirito dal 1897

Molini di Triora (Imperia)
Venerdi 15 giugno 2012

Dal 1897 a oggi il ristorante (e albergo) Santo Spirito di Molini di Triora è rimasto sempre aperto nonostante la guerra l'avesse seriamente danneggiato. A dispettto del calo demografico nell'entroterra di Ponente, il locale oggi ha saputo proporsi ai turisti che scelgono di passare le loro vacanze in Valle Argentina. Agli affezionati di paese, così, si affiancano tanti stranieri, in particolare svedesi, norvegesi e inglesi alla ricerca di un luogo nel verde ma non troppo lontano dal mare (che resta a circa 25 km).

La sala è in grado di ospitare cento persone. L'ambiente è luminoso, ma il legno che la avvolge le dà un tocco d'aria di montagna. Le pareti sono arricchite da testimonianze concrete del tempo: radio d'epoca, antiche ghiacciaie, oggetti in rame, credenze in noce, tutto conservato in più di un secolo di attività.

I piatti seguono le stagioni e una buona parte dei prodotti provengono dall'azienda agricola della famiglia Meregone, la stessa che gestisce l'albergo e il ristorante. La filosofia è quella di comprare il meno possibile all'esterno e di privilegiare la produzione della vallata. Tra le produzioni proprie le torte di erbe selvatiche, le verdure, i dolci, il gelato e il vino della casa.

Gli antipasti, caldi o freddi, spaziano dalla panissa ai fiori di zucchina e dalle torte di erbe alle frittatine. Tra le torte salate ricordiamo anche quella con gli engari, un particolare tipo di asparagi selvatici. Per chi preferisce qualcosa di particolare ci sono anche i fegatini di capretto trifolati.

Per quanto riguarda i primi, uno dei più rappresentativi del Santo Spirito sono i ravioli rotondi fatti a mano ripieni di ortiche e borraggine. Non mancano i zemin, zuppe di ceci, fagioli di Badalucco o lenticchie. Oppure la mesciua, tradizionalmente preparata coi legumi misti (un tempo erano le rimanenze). Sempre in tema di zuppe ricordiamo le trippe in umido e il minestrone al pesto.

Tra i secondi prevalgono quelli di carne, in particolare il coniglio alla ligure, il fagiano e il cinghiale. Il ristorante, a seconda delle occasioni, prepara altri piatti di cacciagione: cervo, daino, camoscio, capriolo, lepre, pernice. Tra i pesci vengono cucinate le trote (su prenotazione), mentre un piatto tipico di Molini (e del locale) sono le lumache cotte il vino ormeasco e rifinite con mentuccia selvatica, mollica di pane tritata e aceto.

La carta dei dolci, vista la produzione agricola casalinga, è semplice: torte di nocciole, di mele, pere, crostate e gelati di produzione propria. Quando è stagione non mancano i dolci a base di castagne.

Un discorso simile vale anche per la cantina dove prevale il vino sfuso, un rosso ormeasco prodotto dall'azienda agricola familiare. La carta, comunque, propone anche una cinquantina di etichette, per lo più rossi liguri e piemontesi, oltre a una selezione di vini di tutta Italia.

Il prezzo di una cena completa si aggira sui 25 Eu, ma alcuni menù costano anche meno. La prenotazione è consigliata. Come abbiamo accennato il Santo Spirito è anche un albergo a due stelle: il prezzo per notte si aggira sui 40-50 Eu, senza distinzione tra alta e bassa stagione.

Nicola Ganci
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