Dal 22 al 24 giugno la Città dei Fiori diventa la Liverpool degli anni Sessanta. Per celebrare il mito e il ricordo dei Fab Four. Con tanti tributi, mostre fotografiche, proiezioni e presentazioni di libri
Sanremo (Imperia)
Lunedi 18 giugno 2012
Sanremo come Liverpool, in un tuffo nel
passato. Il 22, 23, 24 giugno la Città dei
Fiori si vestirà all’inglese e nelle sue strade
risuoneranno note vecchie quasi cinquant’anni, eppure
ancora così attuali.
Sanremo with The Beatles, questo il nome
della manifestazione in programma, è una tre giorni
dedicata ai Fab Four di Liverpool con una serie di
concerti, mostre e proiezioni che ne
ricostruiscono il mito e ne celebrano il ricordo. I
favolosi anni Sessanta della British Invasion,
quella rivoluzione musicale che scardinò le
regole sino ad allora consolidate della musica rock, e che
segnò in maniera indelebile anche il costume, la moda e
l’arte.
A dimostralo sembrano essere i tantissimi fan che ancora oggi, tra
vecchie nostalgie e nuovi innamoramenti, mostrano una forte
passione per la rock band britannica. E le iniziative come
quella di fine giugno a Sanremo. Segni che quella dei
Beatles non fu una moda passeggera, ma un fenomeno
destinato a durare negli anni, una vera e propria rivoluzione
culturale che segnò la storia della musica e del
costume.
Sul palco di Sanremo, tra gli altri, ci sarà anche chi con
John Lennon e compagni ebbe la fortuna e il merito di suonare:
Pete Best. Successivamente sostituito da Ringo
Starr, il batterista britannico accompagnò lo
storico quartetto nei primi anni della loro carriera,
quando le sonorità erano ancora vicine al rock and roll e le
esibizioni al Cavern e al Kaiserkeller di Amburgo facevano
impazzire i primi fan. Direttamente da Liverpool, Pete Best
sarà in scena con la sua band per ripercorrere parte
del repertorio di cui fu anche protagonista.
Specializzati invece nella produzione beatlesiana che va
dal ’62 al ’66, cioè dagli esordi fino
a quel Sgt. Pepper’s Lonely Heart’s Club
Band che nel ’67 cambiò
definitivamente la musica pop, sono i Beatbox. La
cover band italiana, considerata la numero uno a livello nazionale
ed europeo, è davvero impressionante per la bravura
nel riprodurre le sonorità dei Beatles, ma anche
per quel che riguarda l’impatto visivo, all’altezza dei
più fantastici viaggi nel tempo.
La produzione successiva dei Fab Four, quella più
sperimentale e immaginifica che va dal ’67 fino allo
scioglimento della band, sarà affidata invece agli
Shout, band italiana ben conosciuta dagli
appassionati. Dalla Svizzera poi arrivano i The Nowhere
Land, apprezzata tribute band che deve il nome ad una
delle più note canzoni dei Beatles, quella Nowhere
Man il cui testo, sulla solitudine dell'uomo moderno,
segnò un punto di svolta nella produzione testuale
beatlesiana.
E infine gli eventi che faranno da contorno alla
lunga maratona di concerti: il Teatro Ariston e il Casinò
ospiteranno mostre fotografiche e proiezioni
cinematografiche dedicate ai Beatles, scrittori e
giornalisti presenteranno i loro libri
sull’argomento e si potranno ammirare foto e rarità
dell’epoca, compresa una serie di litografie
autografate da John Lennon provenienti dal Beatles Museum
di Brescia.
Sanremo come Liverpool, una tre giorni nella magia
dei favolosi anni Sessanta per inseguire il mito dei
Beatles.
Bif
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