A inizio maggio sono stati i promotori dell'open party al Ferrocarril di Imperia. Sono da anni al centro della scena musicale imperiese. Il loro racconto, tra sogno e attaccamento alla propria terra
Imperia
Venerdi 8 giugno 2012
Poche settimane fa, sabato 5 maggio, presso il locale El Ferrocarril in Zona Prino a Imperia si è tenuto un evento musicale fuori dall’ordinario, non fosse altro che per l’orario del tutto particolare nel quale i dj hanno iniziato a far suonare i dischi. Dj T, alias Thomas Koch, fondatore dell’etichetta Get Physical ha preso la sua postazione alla consolle in un orario all’apparenza familiare: alle due sì, ma questa volta del pomeriggio.
Il label manager e produttore tedesco, da oltre vent’anni parte vitale della musica elettronica e della club culture a livello europeo, è stato chiamato nella Riviera dei Fiori da We Play The Music We Love e da Traum280 – con la collaborazione della Riviera Gang Crew –, protagonisti da anni del nightclubbing del Ponente. Al Ferrocarril l’evento è proseguito sino alle due di notte, per una dodici ore musicale in un open air davanti al mare che già stuzzica in previsione della stagione estiva alle porte.
Abbiamo incontrato Bahri Djin, resident al Ferrocarril e uno dei fondatori di Traum280, e ci siamo fatti raccontare da dove è nata l’idea dell’open party dalle 14 alle 2, per arrivare poi a discutere sulle problematiche relative all’offerta di intrattenimento nella provincia di Imperia.
Siamo partiti dalle origini, da quel Traum280 che da Dolcedo, in una sorta di viaggio onirico che va avanti da quasi quindici anni, è diventato sempre più protagonista sulla scena musicale imperiese.
«Traum in tedesco significa sogno, mentre 280, oltre ad essere una combinazione di numeri interessanti, è il suffisso telefonico di Dolcedo. È un numero che accomuna la nostra compagnia, il nostro passato. Questo numero era già comparso nel novantotto, quando facevamo le jam allo stoppardi (ndr: si riferisce all’occupazione del C.S.A. La Talpa e l’Orologio in Zona Prino), quando eravamo una crew di Mcs, writers. Identifica qualcosa di più che un marchio o un prodotto, è legato a profonde radici di amicizie ancora in piedi. Alla regalità e alla fedeltà che abbiamo l’un dell’altro. Avere persone con le quali vivere, condividere emozioni sincere, lavorare con passione è davvero la base di tutto .Traum, sogno, perchè è da lì che nasce tutto, lo stimolo di voler creare e vivere qualcosa di unico, vivere il sogno appunto. Quando abbiamo aggiunto il termine sogno a 280 non era di certo l’inizio. Le nostre vite artistiche, le nostre passioni sono state messe in pratica da molto prima».
Come mai la scelta di Dj T ad
introdurre questa stagione?
«Ci siamo affidati allo staff di We Play The Music
We Love con i quali lui ha già collaborato in passato.
Ovviamente lo riconosciamo come un grande artista e siamo stati
onorati di poterlo ospitare ad Imperia vista la sua intensa storia
nella musica elettronica e le sue innumerevoli produzioni. La sua
label Get Physical è riconosciuta a livello internazionale e
con lui lavorano moltissimi artisti di fama mondiale».
Come nasce invece la collaborazione con We Play The
Music We Love?
«Il nostro contatto con loro è avvenuto la scorsa
estate, in maniera del tutto amichevole. All’inizio abbiamo
conosciuto Marcelo Tag senza neanche pensare a una collaborazione
lavorativa, in amicizia appunto. Ma siccome Marcelo ha origini
liguri, durante la sua permanenza a Imperia abbiamo organizzato due
eventi al Ferrocarril assieme a loro, e viste le buone vibrazioni e
il successo delle serate abbiamo deciso in seguito di rimanere in
contatto anche per quanto riguarda un discorso legato
all’organizzazione degli eventi. Come dicevo prima, solo da
una base di sincerità e mood positivo può nascere
anche una collaborazione solida. Scoprendo il loro marchio ci siamo
trovati subito in sintonia con il pensiero condiviso nelle loro
feste».
Fino ad arrivare all’after di sabato in
un orario inusuale, dal primo pomeriggio fino a poco dopo la
mezzanotte. Cosa vi ha spinto a questa scelta?
«After o non, diurno o notturno, è della
musica che stiamo parlando. La musica ci accompagna in qualsiasi
ora, in qualsiasi momento, quindi esplorare nuovi orari è
sempre gradito. Non esistono vincoli di tempo per diffondere
vibrazioni positive. In questo caso quindi la scelta non è
stata solo legata ai permessi che ci potevano essere, ai limiti che
la legge può imporre. Si è trattato proprio di
accompagnare le persone in modo solare verso la notte, partire dal
giorno e portare il sole dentro anche quando fuori fa buio.
Ascoltare e ballare musica non significa solo ubriacarsi e cercare
un posto qualsiasi dove passare la notte. Significa saperla
apprezzare in qualsiasi momento della giornata. Poi, per quanto
riguarda i permessi, ovviamente non avremmo potuto mettere musica
tutta la notte,vista anche la posizione del locale. Quindi per
poter apprezzare 12 ore di musica non stop e in pieno centro
abbiamo trovato una soluzione conveniente per tutte le
orecchie».
Dai problemi nascono soluzioni. L'orario della festa
è una risposta ad una serie di problematiche incontrate sul
territorio?
«Assolutamente no.
Anche perché questo è un evento unico, mentre per le
date che si susseguono ci sposteremo nella notte con tanto di
permessi e impostazione di clubbing e concerti notturni.
L’evento non è stato ideato in modo diurno per
sfuggire alle solite lamentele o alle limitazioni che impone la
provincia, ma per pura scelta artistica. Come dicevo prima
logicamente una festa di 12 ore non può partire dalla notte
in una locazione così vicina alle abitazioni, su quello sono
anche d’accordo, però il principio è di
evidenziare il fatto che si parla di musica, e quindi la si
può ascoltare e diffondere a qualsiasi ora. Si è
trattato semplicemente di sperimentare una nuova
alternativa».
Per concludere volevamo sapere la tua opinione sulla
provincia di Imperia. Pensi che l’offerta di eventi rivolti
ai giovani e ai turisti sia adeguata alle aspettative?
«Sicuramente non è la provincia ad offrire qualcosa.
Siamo noi che dobbiamo sempre trovare nuove soluzioni per spazi
alternativi che si differenzino un po’ dalle solite routine
notturne. All’inizio organizzavamo solo eventi nella natura,
senza scopo di lucro. Soltanto per sorridere insieme sotto
l’influsso di buona musica e condividere uno spirito
collettivo. Purtroppo diventa tutto difficile quando ci si sposta
nella cosiddetta civiltà. Per fortuna esistono anche altre
menti alternative, persone che a Imperia iniziano a proporre la
musica sotto un aspetto culturale e non commerciale e sapere di non
essere da soli può soltanto renderci felici. La nostra
fortuna è stata quella di trovare uno spazio come il
Ferrocarril, che, oltre a prestarsi perfettamente come locale
notturno, merita di essere riavviato anche per il suo lungo passato
musicale. Cosa che abbiamo già iniziato a fare l’anno
scorso ospitando centinaia di persone e di artisti
d’eccezione. Speriamo di affrontare quest’estate con il
solito sorriso che ci accompagna da sempre e che la provincia di
Imperia riconosca che i giovani hanno davvero bisogno di spazi per
esprimersi».
Francesco Bianconcini
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