Si è spento a due giorni dal suo 98esimo compleanno il Premio Nobel per la medicina Renato Dulbecco. Medico, genetista e biologo, Dulbecco nacque a Catanzaro alla vigilia della grande guerra da madre calabrese e padre ligure. All'età di cinque anni si trasferì nel paese d'origine del padre, Porto Maurizio, che durante il regime fascista venne unito a Oneglia diventando Imperia.
Nella cittadina della riviera ligure Dulbecco trascorse l'infanzia e la giovinezza, dividendosi tra gli studi al liceo scientifico De Amicis, la spiaggia e l'Osservatorio Meteorologico e Sismico della città, coltivando la sua vocazione per la medicina e la ricerca scientifica. Una volta diplomato di iscrisse alla facoltà di medicina dell'Università di Torino, dove strinse amicizia con Rita Levi Montalcini e Salvador Luria e si laureò a soli 22 anni. La passione per la ricerca spinse il giovane Renato a scegliere la carriera di scienziato, ma la chiamata alle armi per la seconda guerra mondiale rallentò il suo percorso.
Dopo aver svolto servizio come ufficiale medico a Sanremo, Dulbecco accettò l'offerta del compagno di studi Salvador Luria di trasferirsi negli Stati Uniti e portare avanti la comune ricerca su virus e batteri. Il passo successivo fu dunque il trasferimento a Bloomington, nell'Indiana, dove lo scienziato approfondì le sue ricerche con la collaborazione di personalità di spicco nella comunità scientifica. Il suo lavoro convinse il padre della genetica, Max Delbruck, a offrirgli un posto al California Institute of Technology di Pasadena.
Al Cal Tech Dulbeccò si dedicò allo studio dei virus animali e alla loro influenza sullo sviluppo di cellule tumorali, aprendo la strada alla moderna ricerca sul cancro. Verso la metà degli anni '60 Dulbecco entrò a far parte del primo gruppo di ricercarìtori del Salk Institute di La Jolla, vicino a San Diego, e fu qui che lo scienziato fece la scoperta che gli valse, tra i tanti riconoscimenti, il Premio Nobel per la medicina nel 1975: l'antigene tumorale e il suo meccanismo d'azione.
Nonostante la sua vita fosse ormai a La Jolla, dove viveva da anni con la sua famiglia e dove si è spento, il legame tra Dulbecco e l'Italia, in particolare il ponente ligure, non si è mai interrotto, come prova la sua partecipazione al Festival di Sanremo nel 1999. Al fianco di Fabio Fazio e Letizia Casta, Dulbecco calcò il palcoscenico dell'Ariston conquistando il pubblico con i suoi modi gentili, la sua intelligenza e il suo sense of humor, impiegando la propria visibilità per promuovere la ricerca sul cancro e devolvendo il compenso alla fondazione in favore del rientro dei cervelli in Italia, il paese dove tornava ogni volta che ne aveva l'occasione.