Siamo praticamente cresciuti insieme. A separarci un anno di differenza e una strada che divideva i nostri palazzi. Strada che Dario Splendido, in arte Shine, ha percorso sul serio, diplomandosi all'accademia del fumetto di Firenze e seguendo la passione che l'ha da sempre contraddistinto. «Ho iniziato a fare fumetti alle medie, disegnando le caricature di amici e insegnanti. Creavo storie dietro ai personaggi che avevo intorno», racconta Dario, che oggi è un ragazzo di 24 anni con all'attivo diversi lavori e collaborazioni, tra cui quella con il mensile culturale Artwhere per L'Eco della Riviera, sotto la direzione artistica di Eugenio Ripepi.
Il 2011 è stato l'anno del suo ultimo lavoro: Mazzo di Carne, presentato durante lo scorso Lucca Comics and Games. Non si tratta di un fumetto, ma di una raccolta di illustrazioni sviluppate con una tecnica in foto digitale, in cui vengono raffigurati personaggi o situazioni che vanno a rappresentare scenari politico-sociali. «Ogni carta racconta una storia - continua Dario - si parte dal re fino all'asso. È satira illustrata con uno stile horror dark».
E allora approfittiamone per farci raccontare proprio della partecipazione al Lucca Comics di fine ottobre: «Bé, è stata senza dubbio un'esperienza prolifica. È una realtà sempre più grande e internazionale e la presenza è quasi d'obbligo se ci si vuol far notare nell'ambiente. Quest'anno il mio lavoro lo presentavo al banco dell'editore Bookmaker comics».
Spesso sento dire che l'Italia non è il paese adatto se si vuole vivere di fumetti. Ricordo ancora quando Sergio Bonelli utilizzava la seconda pagina dei suoi albi per scusarsi coi lettori per l'improvviso aumento del prezzo di copertina dovuto a un pubblico sempre minore. È davvero così difficile conquistare uno spazio? Secondo Dario, sì: «In Italia, gli editori che ti danno la possibilità di campare di fumetti sono ben pochi. Ma, quella del fumetto, è una passione radicata in coloro che la coltivano e c'è sempre spazio per dimostrare il tuo valore, in un modo o nell'altro».
Sparlare di Imperia è come sparare sulla Croce Rossa, quindi? Dario risponde così: «Per quanto riguarda il ponente ligure, e Imperia in particolare, devo dire con rammarico che l'attenzione verso il fumetto, ma anche verso la cultura in generale, è davvero scarsa».
Per finire, qualcosa sui suoi progetti futuri: «Posso darti un'anticipazione su quello che potrebbe essere il mio prossimo lavoro. Sono in attesa di risposte da alcuni editori, ma la presentazione è online sul mio blog. È un fumetto ambientato in epoca contadina. La storia è costruita su alcune vecchie superstizioni dell'Europa del secolo scorso. Lo stile dark, contraddistingue ancora un volta le atmosfere».