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Dal caffè Roma all'olio Roi, i peccati di gola a Ponente

 
Le pasticcerie e le panetterie, i posti delle diverse torte salate liguri, i fagioli bianchi di Badalucco, Conio e Pigna. Ma anche ristoranti raffinati, osterie di campagna e un olio da esportazione
 
   

     
Imperia, 9 dicembre 2011
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di Antonella Viale
   
 
Questo articolo è tratto dal numero di novembre-dicembre della rivista bimestrale e bilingue Blue Liguria.

I ristoranti, le osterie, le pasticcerie e i caffè segnalati da gourmet, artisti e buongustai. Blue è andato a scovare, a Levante e a Ponente, luoghi dove è possibile assaporare specialità della gastronomia ligure nel segno della tradizione ma anche dell'innovazione e fornisce ai lettori centinaia di indirizzi e numeri telefonici utili. Anche dei migliori produttori di olio, dei campioni di pesto al mortaio e dei maestri della focaccia al formaggio.

Lo scrittore Alberto Cavanna regala una particolare ricetta della buridda con lo stoccafisso tratta dal suo prossimo libro, la giallista Annamaria Fassio conduce i lettori nei propri locali preferiti mentre Claudio Paglieri racconta il commissario anoressico protagonista dei suoi romanzi.

Nel numero di questo mese Blue Liguria propone molte storie legate al cibo, facendoci conoscere personaggi creativi come i foodblogger, appassionati del buon mangiare che hanno creato in rete siti dove propongono nuove ricette o reinterpretano la cucina della tradizione.

Inoltre, interviste a Ferruccio Sansa che dice la sua sulla cementificazione del nostro Paese, al direttore di Primocanale Mario Paternostro, alla giovane scrittrice Ester Armanino, all'attrice Marina Massironi e a Tullio Solenghi che torna a casa dopo 34 anni interpretando Ruzante alla Corte di Genova, a Roberto Napolitano che spiega il miracolo della Società Economica di Chiavari che si rinnova con successo dal 1791.

Nelle rubriche quattro pagine dedicate ai libri e ai dischi in uscita da regalare a Natale e in omaggio in allegato la guida tascabile a tutti i migliori eventi in programma in Liguria a novembre e dicembre.

Luciano Berio prendeva granita al caffè con panna d'estate e cioccolata calda d'inverno. Baselitz porta la famiglia a fare colazione la mattina. E, prima di loro, sono stati habitué del caffè pasticceria Piccardo di Imperia: Sandro Pertini, Fausto Coppi, Armando Testa, grandi attori e cantanti lirici. È passato anche Italo Calvino ancora sanremese. Gli aneddoti non si contano, nel secolo scarso di vita del caffè che è il cuore del capoluogo, il posto dove si fanno  gli affari, si stringono e sciolgono alleanze e - questo ci interessa assai- si trovano il pandolce tradizionale, le pinolate, i gubeletti con la marmellata.

A piedi, rigorosamente, da Piccardo - piazza Dante- si punta sul mare e, tra i localini fascinosi affacciati sulla banchina, si sceglie senza esitare Agrodolce, una stella Michelin, chef Andrea Sarri il nuovo che avanza e non intende fermarsi. Alternativa: Sale fino, sempre sulla banchina, dove anche i Gorlero sperimentano in un ambiente elegante con servizio accurato.

Poco lontano, sempre a piedi, il gelato da Sharbé, di Gaetanina Cesarano, è il migliore della zona e, se lo hanno inventato, pare, gli egizi, se ne parla qui perché il cono, proprio nel senso della cialda arrotolata che finisce a punta, è nato a Ceriana nei primi anni del secolo scorso grazie a una famiglia di gelatai fantasiosi.

Chi preferisce la campagna e una certa semplicità, si addentrerà nell'entroterra di San Bartolomeo alla ricerca di Poiolo, il borgo dove si trova l'osteria I secoli bui, specializzato in cucina dei prodotti del suolo piuttosto che a quelli del mare.

Abbiamo quasi fatto notte: Alassio o Sanremo? Due mete chic. Alcune scelte le suggerisce Marco Vallarino, nella guida qui accanto. Comunque la notte di Alassio è AlPorto che, per la verità, si impegna a soddisfare ogni esigenza: dal ristorante raffinato alla discoteca. Da segnalare invece nel paese della canzone e delle celebrità del mondo - testimoni le firme sulle piastrelle colorate del muretto di fronte al caffè Roma - un paio di locali interessanti: Movida e Papei da Turta.

Ultimo, perché fondamentale, l'estremo ponente di colori, odori e sapori ancora speciali. Shopping e visita alla Fattoria didattica dell'olio Roi di Rossella e Franco Boeri a Badalucco, poco sopra Arma di Taggia. L'azienda esporta olio ligure in 18 Nazioni e Franco Boeri è responsabile del settore olio di Eataly, curatore del presidio Slow Food “Olio d’Argan Marocco”, assaggiatore d'olio e cofondatore del “Consorzio Olio DOP Ligure”. Roi è una tappa obbligata e Badalucco la è anche per i fagioli bianchi celebri nel mondo - insieme a quelli di Conio e di Pigna - oltre che per il trattamento assolutamente ligure di un alimento importato da lontano: lo stoccafisso,  che ha salvato la povera gente dall'astinenza completa sancita dal Concilio di Trento che prescrisse pesce o digiuno il venerdì.

C'è tradizione e tradizione: ora toccherà scegliere tra slow e fast food, ma all'insegna dell'osservanza più rigorosa. Slow di rango: Paolo e Barbara a Sanremo, Baia Benjamin e Balzi Rossi a Ventimiglia; La conchiglia a Arma di Taggia. Ottimi ristoranti di stretta osservanza o con contaminazione contemporanea: Olio colto a Taggia, La Pignese a Sanremo; Il torrione e Giappun a Vallecrosia.

Per finire il fast food: i posti delle diverse torte salate liguri per la merenda mordi e fuggi o il pranzo di corsa. A Imperia c'è l'Antica sciamadda (fiammata): farinata, pizza all'Andrea; a Sanremo la farinata si trova alle Cantine sanremesi o alla Tavernetta, la torta verde da Maggiorino o da Gianna, la focaccia alla panetteria bar Bruni.

 
 
 
 
 
 
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