Luciano Berio prendeva granita al caffè
con panna d'estate e cioccolata calda d'inverno. Baselitz porta la famiglia a
fare colazione la mattina. E, prima di loro, sono stati habitué del caffè pasticceria Piccardo di Imperia:
Sandro Pertini, Fausto Coppi, Armando Testa, grandi attori e cantanti lirici. È
passato anche Italo Calvino ancora sanremese. Gli aneddoti non si contano, nel
secolo scarso di vita del caffè che è il cuore del capoluogo, il posto dove si
fanno gli affari, si stringono e
sciolgono alleanze e - questo ci interessa assai- si trovano il pandolce
tradizionale, le pinolate, i gubeletti con la marmellata.
A piedi, rigorosamente, da Piccardo - piazza
Dante- si punta sul mare e, tra i localini fascinosi affacciati sulla banchina,
si sceglie senza esitare Agrodolce,
una stella Michelin, chef Andrea Sarri il nuovo che avanza e non intende
fermarsi. Alternativa: Sale fino,
sempre sulla banchina, dove anche i Gorlero sperimentano in un ambiente
elegante con servizio accurato.
Poco lontano, sempre a piedi, il gelato da
Sharbé, di Gaetanina Cesarano, è il
migliore della zona e, se lo hanno inventato, pare, gli egizi, se ne parla qui
perché il cono, proprio nel senso della cialda arrotolata che finisce a punta,
è nato a Ceriana nei primi anni del secolo scorso grazie a una famiglia di
gelatai fantasiosi.
Chi preferisce la campagna e una certa
semplicità, si addentrerà nell'entroterra di San Bartolomeo alla ricerca di
Poiolo, il borgo dove si trova l'osteria I
secoli bui, specializzato in cucina dei prodotti del suolo piuttosto che a
quelli del mare.
Abbiamo quasi fatto notte: Alassio o
Sanremo? Due mete chic. Alcune scelte le suggerisce Marco Vallarino, nella
guida qui accanto. Comunque la notte di Alassio è AlPorto che, per la verità, si impegna a soddisfare ogni esigenza:
dal ristorante raffinato alla discoteca. Da segnalare invece nel paese della canzone e delle celebrità del
mondo - testimoni le firme sulle piastrelle colorate del muretto di fronte al caffè Roma - un paio di locali
interessanti: Movida e Papei da Turta.
Ultimo, perché fondamentale, l'estremo
ponente di colori, odori e sapori ancora speciali. Shopping e visita alla
Fattoria didattica dell'olio Roi di
Rossella e Franco Boeri a Badalucco, poco sopra Arma di Taggia. L'azienda esporta olio ligure in 18 Nazioni e Franco Boeri
è responsabile del settore olio di Eataly, curatore del presidio Slow Food
“Olio d’Argan Marocco”, assaggiatore d'olio e cofondatore del “Consorzio Olio
DOP Ligure”. Roi è una tappa obbligata e Badalucco la è anche per i fagioli
bianchi celebri nel mondo - insieme a quelli di Conio e di Pigna - oltre che
per il trattamento assolutamente ligure di un alimento importato da lontano: lo
stoccafisso, che ha salvato la povera
gente dall'astinenza completa sancita dal Concilio di Trento che prescrisse
pesce o digiuno il venerdì.
C'è tradizione e
tradizione: ora toccherà scegliere tra slow e fast food, ma all'insegna
dell'osservanza più rigorosa. Slow di rango: Paolo e Barbara a Sanremo, Baia
Benjamin e Balzi Rossi a Ventimiglia; La
conchiglia a Arma di Taggia. Ottimi ristoranti di stretta osservanza o con contaminazione
contemporanea: Olio colto a Taggia, La Pignese a Sanremo; Il torrione e Giappun a Vallecrosia.
Per finire il fast
food: i posti delle diverse torte salate liguri per la merenda mordi e
fuggi o il pranzo di corsa. A Imperia c'è l'Antica
sciamadda (fiammata): farinata, pizza all'Andrea; a Sanremo la farinata si trova
alle Cantine sanremesi o alla Tavernetta, la torta verde da Maggiorino o da Gianna, la focaccia alla panetteria bar Bruni.