mentelocale Ultimo aggiornamento Marted́ 22 maggio - 23.51
mentelocale
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
  Musica  |   Teatro  |   Cinema
mentelocale
 
         Savona
 Genova
 La Spezia
      
 Milano      
Newsletter  | Agenda eventi | Oggi al cinema | Multimedia
 
 
 
facebook rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
imperia  >  spettacoli  >  Musica
tenco ligabue
 
             
 

Premio Tenco 2011: Ligabue trasforma l'Ariston in San Siro

 
Si chiude l'edizione numero 36 della kermesse. Folla per il rocker emiliano, applausi per Mauro Pagani. Dubbi e incertezze sul futuro della manifestazione
 
   

     
Sanremo, 14 novembre 2011
Stampa Invia amico
 
di Giacomo Revelli
   

Ciao Premio Tenco ciao, per la trentaseiesima volta la rassegna della canzone d'autore saluta. E non si sa se ritornerà. Segno dei tempi: da un po' di anni a questa parte, il premio Tenco ci ha abituati ad una certa precarietà. Ma questa volta il saluto suona più come un addio che come un arrivederci, visti i tagli drastici che hanno funestato questa edizione.
Certo, però, che alcune sorprese e il riconoscimento di botteghino dell'ultima serata di sabato 12 novembre, con l'atteso pienone per Ligabue, fanno ben sperare chi ama la musica di qualità che la manifestazione arrivi, in qualche modo, al numero 37 l'anno prossimo. Qualche riflessione per il futuro, in chiusura, è però d'uopo.

Il premio Tenco, in quasi 40 anni, è stato una fucina di talenti, stili e personaggi di cui, certamente, il mondo musicale e culturale hanno bisogno. Ma, oggi, sono molti i canali con cui scoprirli. Per una prossima edizione dunque, sempre seguendo le idee del mitico fondatore Amilcare Rambaldi, quelli del Club Tenco dovrebbero porsi delle domande per capire il senso da dare in futuro alla manifestazione.
Compito del Tenco è ancora pescare giovani talenti snobbati dal mercato e portarli alla ribalta? Fare da ponte tra le culture musicali del mondo, creare incroci, incontri, contaminazioni? Oppure questo ruolo è ormai dei vari social network, youtube o X-Factor?
E, ancora, è davvero compito del Tenco consacrare grandi nomi pop assegnando loro l'etichetta un tempo tanto temuta ma oggi tanto agognata di cantautore?
Ai posteri l'ardua sentenza, ai discografici la decisione.

Fuori del teatro Ariston, intanto, in piazza Colombo, ci sono già dei giovani riuniti ad aspettare che cambi qualcosa. Ma non sono lì per il Tenco: si tratta di un gruppo di Indignados in arrivo da Nizza e diretti ad Atene.

Intanto, l'ultima serata di sabato, ha regalato emozioni che restano.
Si parte con due nomi in arrivo nella leva cantautoriale degli anni Zero, scoperti anni fa da uno degli album del club. A Giorgia del Mese il compito ingrato di apripista (si sa, il pubblico del Tenco è un diesel), poi i Nobraino non passano inosservati. Goliardici, sarcastici, pirotecnici, con testi intelligenti, che sembrano ritagliati dalle risposte della Settimana enigmistica, autori di gag e improvvisazioni che stupiscono.

Poi arriva Paolo Benvegnù, una musica colta e raffinata la sua, ma che non manca di ironia, come quando annuncia «una canzone sull'evoluzione e sull'involuzione umana» e dice: «Stasera, speriamo, si farà un passo verso l'evoluzione», accennando al dibattito in corso in Parlamento sul governo Berlusconi.
Beppe Voltarelli dà il meglio al cambio palco, mostrando simpaticamente la foto delle sue scarpe, nascoste al pubblico dalla rotaia della telecamera di Rai 5 e duettando poi in modo frizzante con Petra Magoni.
Spetta alla Piccola Bottega Baltazar l'omaggio quotidiano a Brassens nell'anniversario della morte. Chi meglio di loro, con il loro sound etno-folk: cantano La Marinette, ma tradotta in dialetto veneto La Marinetta.

Poi, Jaromir Nohavica: Premio Tenco 2011 come cantautore straniero, premiato da Sergio Staino, che ricorda il suo passato: la clandestinità musicale nella Cecoslovacchia del regime e la capacità di mescolare musica popolare dell'Est con la tradizione americana e francese, sui temi sentimentali e sociali. Nohavica, il Guccini ceco, viene accompagnato da Alessio Lega che traduce una sua canzone.

Subito dopo il punto più alto della serata: Mauro Pagani riceve il premio Tenco come operatore culturale. Un tributo ai suoi 40 anni di musicista, arrangiatore e cantautore, una fonte inesauribile di idee, come uno dei pezzi che presenta, un gospel tratto da un mistico persiano del 1400. Straordinaria Crêuza de mä; la sua Impressioni di settembre, che manda l'Ariston in estasi, resterà nella storia. E non erano tutti nostalgici della PFM coi capelli bianchi i presenti in sala, anzi, molti erano giovani in attesa di chi sarebbe arrivato subito dopo: il Liga, Luciano Ligabue.



Introdotto, durante il cambio palco da Voltarelli che sottolinea le differenze tra la via Emilia e la calabrese via Popilia, Ligabue sembra arrivi sul palco dell'Ariston direttamente da uno svincolo dell'A1. Incredibile la sua capacità di trasformare i set: che sia in un oratorio di provincia, nella sala d'aspetto di una stazione o al Premio Tenco, subito si viene catapultati nell'arena di San Siro.
Appena comincia a cantare, se non s'illuminano accendini (il sistema antincendio dell'Ariston sarebbe impazzito), compaiono decine e decine di telefonini che riprendono l'esibizione. Su youtube e facebook sicuro se ne trova già traccia.
Premiato con la targa Tenco per aver arrangiato, prodotto e suonato tutti gli strumenti nella versione acustica di Arrivederci mostro aveva promesso un set apposito per il Tenco, ma forse è il Tenco ad aver ha costruito la serata apposta per lui. Chi s'aspetta, però, un tributo suo personale con una canzone di Luigi Tenco, resta deluso. Ci si accontenti della sua presenza che ha sanato i bilanci della kermesse.

Ligabue procede spedito tra i suoi autogrill. Si unisce Pagani al violino, ma il pubblico va in visibilio per Buonanotte all'Italia: già altre volte Ligabue ha dimostrato di essere attento all'attualità del suo paese.

Poi Ligabue se ne va, il Tenco si chiude. Arrivato dall'A1, cinque minuti dopo Liga era via, sull'A10, scomparso nel nulla come una qualsiasi rockstar. Voltarelli, Pagani e i cantautori, invece, restano un po' nell'atrio dell'Ariston a scambiare autografi e fotografie con il pubblico.

Ciao Premio Tenco, ciao.

 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
 
 
Galleria fotografica
 
 
   
Articoli correlati
 
tenco 2011
Premio Tenco, seconda serata tra rock e 'musica componibile'
12.11.11
de andre
Al Tenco spunta un inedito di De Andrè: la prima serata
11.11.11
09.11.11
Premio Tenco: tutti i protagonisti
20.10.11
Ligabue cantautore dell'anno
30.09.11
Il Tenco sopravvive ai tagli
 




 

Oggi in home page
  A Sanremo è ora di Immaginaria  
  IDfest 2012. Il Dams si apre alla città  
  «Imperia la città con più poesia sui muri»  
  Un'escursione nella Valle Éllero  
  Un'osteria sulla via dello shopping  
  Leggi l'homepage di oggi  
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License