Dopo la sorpresa iniziale dell'inedito di De Andrè, seconda serata del Tenco. Venerdì 11 novembre si comincia con Alberto Patrucco, comico da Zelig, che intrattiene il pubblico con qualche battuta (In Italia siamo passati da Tremonti a Monti e già si preparano Collina e Piano) e poi canta in italiano l'omaggio a Brassens, La ballade des cimetières.
Il siciliano Cesare Basile, cantando un testo di Ignazio Buttitta e Rosa Balistreri, ci ricorda che Rosa Balistreri fu la prima donna esclusa dal Festival di Sanremo nel 1973.
Beppe Voltarelli, attore, cantante, intrattiene il pubblico nei cambi di palco mentre arriva Iosonouncane la cui macarena su Roma è piaciuta tanto al Club Tenco, sempre alla ricerca di nuove esperienze acustiche, da portarla a Sanremo.
La sua musica è uno spezzatino sonoro, un blob acustico di campionamenti mescolati a musica, assieme a Iosonouncane si riconoscono le voci di Massimo Giletti e Milly Carlucci. Una scelta coraggiosa e davvero post-modern, che si adatta benissimo alla scenografia.
Carrie Rodriguez invece arriva con il suo violino e una minigonna molto espressiva. Canta una canzone sull'alluvione dell'uragano Katrina e una su un bambino che attraversa il ponte di Brooklyn in bicicletta.
La musica componibile dei Mariposa è invece fatta di molti musicisti provenienti da molte parti d'Italia, Veneto, Emilia, Sicilia. Bella la loro interpretazione di Prete in automobile di Tenco.
Roberta Alloisio canta con Armando Corsi e riceve la Targa Tenco come miglior interprete per il suo album Janua dedicato a Genova.
Il finale è tutto di Edoardo Bennato con il suo rock napoletano e civile de Il Paese dei Balocchi, dedicato al problema degli immigrati clandestini, o di una canzone per una bimba che sta nascendo nell'angolo più povero del mondo, o della Napoli sporca, avvelenata, incivile e affottata. Ma è la mia città.
Sabato 12 novembre la terza e ultima serata. Questa volta ci si aspetta il pienone per Ligabue.