Un percorso tra la natura e i borghi dell'entroterra di Ponente. Tra sentieri, borghi medioevali e scorci pittoreschi
Imperia
Lunedi 19 settembre 2011
Quando ci si imbatte in quel ponte arcuato sul Torrente Nervia,
decorato da salici piangenti e ippocastani, i paesaggi costieri
moderni e densamente costruiti del Ponente Ligure sembrano far
parte di un’altra regione. Invece il mare è a soli 5
km da qui, da Dolceacqua, sicuramente il
paesino più pittoresco della Liguria
Occidentale.
A vederlo, dalla strada che proviene da Ventimiglia, sembra il
modello ideale del borgo di origine medioevale. Non manca nulla:
c’è il ponticello sul fiume, la chiesa colorata e una
schiera di casette sorvegliate da un castello semi-diroccato. Per
capire che Dolceacqua mantiene le promesse basta percorrere il
già citato ponte, un piccolo capolavoro di ingegneria,
ritratto a più riprese anche da Claude
Monet. Il paese è un fitto intreccio di
vicoli e case in pietra, che si arrampicano fino al
Castello Doria, eretto nel 1100 e modificato
più volte: oggi il suo aspetto è a metà strada
tra un palazzo nobiliare ed una fortezza. Prima di andare via date
uno sguardo alla cappella di San Giorgio, con la sua facciata
barocca, le travature dipinte e il sepolcro della famiglia
Doria.
Da Dolceacqua in circa 6 km lungo la Val Nervia si
raggiunge Apricale. Atmosfere diverse, decisamente
più alternative, per un altro paesino medioevale, arroccato
su una collina a meno di trecento metri di altitudine. Il centro
del paese ospita una delle piazze più affascinanti
d’Italia, con la chiesa parrocchiale,
l’oratorio e una serie di palazzi tra loro tutti diversi,
arricchiti da murales, sculture e dipinti di numerosi artisti che
hanno lasciato le loro opere in questo luogo, anche in epoche
recenti. L’opera più curiosa è probabilmente la
bicicletta sul tetto del campanile, ben visibile
anche da lontano, quando si arriva dal basso. Ogni estate, attorno
a ferragosto, tra i vicoli del borgo si tengono gli spettacoli del
Teatro della Tosse.
Apricale e Dolceacqua sono connessi anche da una bella
passeggiata, più faticosa di quanto possa
sembrare (dall’alto verso il basso, sono 350 m in
salita, 550 in discesa e circa 5 ore di tempo), che arriva proprio
di sopra al Castello dei Doria, attraversando terrazzamenti e
antiche strade in pietra.
La strada prosegue verso Nord Ovest per 12 km in direzione di
Bajardo, superando il piccolo centro di
Isolabona. Sale tra tornanti, sempre più
stretti, fino a quota 900 metri, dove la collina diventa quasi
montagna e gli ulivi del fondovalle hanno lasciato il posto ai
castagni. Bajardo è sicuramente meno turistico e sofisticato
degli altri centri del fondovalle. Il suo simbolo sono i ruderi
della chiesa di San Nicolò: danneggiata da un terremoto alla
fine dell’ottocento, è in gran parte ancora in piedi e
contribuisce al fascino un po’ decadente del paese.
Da qui in autunno si può godere dello spettacolo del sole
che scende tra le Alpi Marittime e Liguri, che si
elevano solo 10 km a Nord Ovest. Se siete arrivati fino a Bajardo,
sappiate che c’è un posto davvero particolare dove
fermarsi a dormire: la Casa del Ghiro Sveglio, un
piccola abitazione che sembra una dimora di fate, gnomi e folletti
con stanze a tema tutte diverse. Se avete dei bambini dategli
un’occhiata, è come entrare in una fiaba.
Dove dormire / mangiare
B&B Dei Doria, Dolceacqua, tel. 0184 206343, cell. 347
2606689
Ristorante L’Osteria di Caterina, Dolceacqua, tel. 0184
205052
La Capanna di Bacì, Apricale, tel. 0184 208137
B&B da Giuà, Apricale, tel. 0184 208555, cell. 328
6562885
Casa del Ghiro Sveglio, Bajardo, tel. 0184 674012
Ristorante Jolanda, Bajardo, tel. 0184 673017
Francesco Tomasinelli
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Questo articolo è tratto dal numero di settembre 2011 della rivista Blue Liguria, il bimestrale della Sagep in italiano e inglese.
In questo numero si possono trovare anche 7 itinerari nelle meraviglie dell'entroterra ligure: dalle vestigia romane del Levante alle maschere di Ubaga in cima alle Valle Arroscia, lascito di antichissime popolazioni autoctone, ai moderni totem in pietra di Finale donati dallo scultore Rainer Kriester.
Poi, tanti personaggi importanti che si raccontano: il filosofo ed economista francese Serge Latouche, l'illustratore argentino Guillermo Mordillo, l'attore Silvio Orlando, il comico e navigatore Patrizio Roversi, l'attrice e scrittrice Giorgia Wurth, il premio Nobel per la Pace nel 2007 Douglas Fox, la sciatrice Federica Brignone e il tennista Fabio Fognini. E, in attesa del Salone Nautico di Genova che apre i battenti il 1° ottobre, Blue intervista le Signore della Nautica che dirigono cantieri e porti.
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