Una grande valigia composta da parole, nel non luogo periferico del Prino, tra posteggi, stadio e supermercati. Alle spalle del mare, su una cabina elettrica dell'Enel, le parole di uno dei massimi poeti portoghesi, Fernando Pessoa. Ecco l'ultima creazione di street-art di Opiemme, eclettico e rigorosamente anomimo esponente di questa forma di espressione in bilico tra poesia e comunicazione di strada.
Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Opiemme qualche mese fa, quando aveva realizzato per il comune di Torino La maleducazione uccide una performance didattica con le cacche di cane. Oggi, con l'opera realizzata al Prino, Opiemme torna alle origini, grazie ai versi di Pessoa impressi sulle lamiere della periferia.
«Quando ho iniziato la mia attività spinto dalla foga giovanile, quest'intento di svecchiare la comunicazione della poesia mi è sembrato spesso un'utopia velleitaria -spiega Opiemme, nascosto dietro l'anonimato del pc- Mi sono spesso chiesto il perché. I pensieri di altri, interpretati, mi hanno suggerito una forte critica e riflessione sulle mie scelte e azioni. Dopo che eventi in tutt'Italia mi hanno chiesto nuove forme di poesia, come la Notte Bianca di Roma del 2007 con 30.000 Rotolini di Poesia, vedo che nel suo piccolo questa poesia può esistere»
Ma perché proprio un murales? «Un murales, un intervento di street art o di arte pubblica, chiamamolo come preferiamo, può far sì che persone uscite da un supermercato leggano qualche riga di Pessoa. Magari ignorandolo, magari senza farci caso. Come una reclame, un adv, questa pittura murale potrà entrare lentamente a incuriosire qualcuno».
Pessoa al Prino, in via dei Giardini, nel parcheggio limitrofo a un supermercato. «In questo caso ho realizzato una pubblicità che vende contenuto e non prodotto. Chissà. Chissà quante interpretazioni nasceranno, per il contesto in cui la poesia viene trovata. E Imperia, se assessore e Comune decideranno, potrebbe divenire un piccolo centro visitabile per le sue poesie di strada. O magari un'altra cittadina ligure. Quel giorno avrò costruito la mia utopia».
E a sentire il commento di Emilio Broccoletti, assessore all'Arredo Urbano, sembra che la valigia di Pessoa possa essere solo l'inizio di un percorso più ampio, con un occhio verso la produzione di autori più vicini alla realtà del Ponente, almeno a livello anagrafico.
«Il talento di un artista è stato messo a disposizione per favorire un’opera di riqualificazione cittadina –spiega il politico- Se l'esperimento riscontrerà il gradimento della cittadinanza potremo riproporlo promuovendo lavori analoghi eseguiti dal medesimo artista, ma facendo ricorso a testi di scrittori liguri per una valorizzazione culturale del nostro territorio».
Opiemme alle prese con Nico Orengo e Italo Calvino? Sarebbe un bell'esperimento. Speriamo la valigia di Pessoa catturi senza mugugni la sensibilità degli imperiesi. Intanto Opiemme si prepara a una performance a Balla coi cinghiali.