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L'ottocento è stato, per la Riviera di Ponente, il secolo della costruzione. I turisti provenienti per la maggior parte dal nord Europa, cominciarono a edificare le prime ville e i grandi alberghi, dando vita all'idea di turismo di massa, per cui la Liguria occidentale è diventata celebre nel corso del XX secolo.
Spesso però, le testimonianze lasciate dal loro passaggio, hanno un valore altissimo in ambito culturale. Il museo Bicknell di Bordighera, costruito nel 1888, raccoglie una vita di studi e scoperte del pastore anglicano, ne è un esempio. Il museo, attuale sede dell'istituto internazionale degli studi liguri, è situato nell'antica via Romana di cui si trovano i resti, rinvenuti nell'aprile del 1929, nei pressi di Ventimiglia.
L'edificio è circondato da un giardino che presenta all'ingresso un enorme ficus magnolioides, i quali rami e radici hanno letteralmente abbracciato il muretto di cinta. La facciata di architettura anglo-mediterranea è ricoperta da un glicine che fa da contrasto alle palme dactylifera e ai rampicanti a fiori gialli.
L'interno si presenta con un grande salone, attualmente adibito a sala di lettura della biblioteca dell'istituto, dove sono raccolte le grandi passioni di Clarence Bicknell. In una cassettiera è custodita la collezione di circa 2000 farfalle, suddivise in 600 specie, negli scaffali sulla tribuna è ordinato l'erbario illustrativo della zona di Sanremo e Bordighera. A Bicknell dobbiamo la scoperta e la classificazione delle incisioni rupestri degli antichi liguri, provenienti dal monte Bego, le cui foto, ricavate con la tecnica della riproduzione a carboncino sono esposte in un'ala del museo.
Altre testimonianze di Bicknell, si trovano nelle giare dipinte a mano con motivi floreali ricoperte di scritte in esperanto e nei caminetti ai lati, su cui sono incise, in uno le sue iniziali e quelle degli architetti che costruirono l'edificio, nell'altro il quinto canto del Paradiso: «Non fa scienza senza lo ritenere avere inteso».
Sopra i due camini, sono appesi due grandi quadri raffiguranti la Marina del Kleudgen e il Vallone del Sasso del Nestel. Nella parete di destra, sono sistemate le vetrine per l'esposizione dei materiali archeologici, provenienti dall'antica città romana di Albintimilium -l'antica Ventimiglia- e i resti di una tomba romana, risalente al secondo e terzo secolo dopo Cristo, scoperti a Bordighera dal professor Lamboglia.
Il museo, di proprietà del Comune di Bordighera, fino al 1920, è attualmente gestito dall'ente biblioteca internazionale che si impegna a mantenere e valorizzare la sua storia. L'edificio è visitabile gratuitamente dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle ore 13.30 al mattino e dalle ore 13.30 alle ore 17 al pomeriggio.
Per info: 0184 263601
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