Venerdì 25 febbraio 2011 alle ore 21.00, al Dams, nella Sala Teatro Eutropia dello Spazio Italo Calvino (via Nizza), si svolge la rappresentazione teatrale della Locandiera di Carlo Goldoni, prodotto dell'Accademia Delle Muse di Bordighera in collaborazione con il Dams.
La commedia in tre atti di Carlo Goldoni, rappresentata per la prima volta a Venezia nel 1753, viene riproposta dagli attori dell'Accademia. Nell'opera Mirandolina, bella e vanitosa padrona di una locanda e astuta donna d'affari, si adopera tra le proposte amorose del Conte d'Albafiorita e quelle del Marchese di Forlipopoli, riuscendo a piegare col suo fascino anche il burbero e misogino Cavaliere di Ripafratta, vincendo così la sfida con se stessa e con le convenzioni sociali dell'epoca.
In chiusura d'opera il lieto fine toccherà a Fabrizio, il suo cameriere, confermando così il carattere e la forte indipendenza di Mirandolina.
Sul palco ci sono Marta Collu (Mirandolina), Elena Abate (Deianira), Maria Luisa Volontè (Ortensia), Lorena Biamonti (una giovane), Sergio Alinovi (marchese di Forlipopoli), Raphael Balestra, Andrea Ganzerla, Luca Grossi Bianchi, tra cui sono presenti studenti iscritti al corso di laurea Dams.
La regia è di Mariagrazia Bugnella, laureata in Discipline delle Arti, Musica e Spettacolo, mentre l'audio e le luci sono di Stefano Di Luca.
«La realizzazione di una messa in scena tratta da un testo di Carlo Goldoni è stata per me fino a ora un desiderio, che si sta attualmente avverando - racconta la regista - quasi direi un'esigenza per dimostrare quanto il personaggio di Mirandolina nella Locandiera sia moderno ed attuale. Viviamo nel 2010 e siamo molto lontani dalla sera del 26 dicembre 1752, quando per la prima volta fu rappresentata La Locandiera al teatro Sant'Angelo di Venezia per dare inizio al lungo Carnevale. La mia scelta, tra i testi goldoniani, è caduta su questo personaggio femminile che emana senza sforzo una grazia ed un fascino innati e sa sfruttare tutta la malizia del personaggio senza cadere nella civetteria».
«Una donna consapevole delle proprie capacità seduttive nei confronti degli uomini, in particolare verso il Cavaliere, ma che infine sa scegliere Fabrizio,mantenendo la sua indipendenza. Di straordinario interesse il ruolo comico del decaduto Marchese di Forlipopoli, sempre in bolletta. Il lavoro di regia nella preparazione dello spettacolo richiede particolare cura nel trattare i caratteri dei vari personaggi, in modo che da ognuno di essi si sprigioni vitalità e ritmo, elementi essenziali della commedia».
Introduce la serata Roberto Trovato, docente di drammaturgia e presidente del Dams.
L'ingresso è libero e gratuito.