Ad Apricale e a Diano Marina, due dritte dedicate a chi ha la passione per la birra. Ingredienti semplici e gusto pieno
Imperia
Lunedi 30 agosto 2010
La mia passione per la birra mi accompagna in tutti i viaggi in
Italia e all’estero, ma questa volta mi porta nella provincia
in cui sono nata. La provincia di Imperia, immersa nella storia
più antica, ha deciso di far nascere una nuova tradizione,
quella dei microbirrifici artigianali.
Il primo di cui vi voglio parlare è il Piccolo
Birrificio di Apricale (via IV novembre 20, info 0184
209022). Frutto di un sogno, nato dalla scoperta di un
microbrewery californiano, i cui titolari condividevano la
stessa passione di Lorenzo Bottoni, il nostro mastro birraio.
Tornato in Italia, la scelta di dar vita ad un birrificio in un
paesino dell’entroterra è stata immediata, ma è
stata anche una scelta coraggiosa, fuori dal coro. Apricale,
premiata con la bandiera arancione dei dieci comuni medievali
meglio conservati d’Italia, è il contesto perfetto per
la Nüa – ovvero nuda in dialetto ligure - date
le sue specifiche caratteristiche. Infatti giochi
d’equilibrio tra la semplicità degli
ingredienti utilizzati e il gusto pieno di
un’esperienza ormai consolidata, fanno apprezzare la birra
Nüa per quello che è, senza la falsificazione
di una comunicazione fuorviante.
Di qui la creazione di Nüa Bionda, Nüa di
Grano e Nüa Ambrata. Mentre frutto di una
sperimentazione ottimamente riuscita sono la Seson, con
l’aggiunta del chinotto di Savona o Artemisia
Absinthum e la Chiostro.
Del tutto diversa è stata l’esperienza al
Birrificio Chevalier di Diano Marina (via Agnese
13, info 0183 494655). Una nuova piccola storia dai buoni
presupposti. Il comune di Diano è approvvigionato
direttamente dalle acque del fiume Roya che, pure, ma filtrate,
vengono utilizzate dal mastro birraio dianese con l’aggiunta
di malti e luppoli selezionati dalle aziende agricole più
importanti del nord Europa.
Già il nome scelto, Chevalier, dà l’idea di
quale filosofia stia alla base di questo microbirrificio: la
leggenda, la storia e la qualità. Così attraverso la
ricerca di quello che rimane dei Cavalieri Templari nel Mar
Mediterraneo, lo Chevalier, a due passi dalle spiagge,
organizza eventi, serate che ricordano
quest’atmosfera. Non solo birrificio, dunque, ma anche
birreria, dove si può godere di pasti caldi della tradizione
più nordica. Da questa esperienza vi consiglio la
Crosaide, ambrata e molto particolare che unisce una buona
alcolicità al metodo di bassa fermentazione, la Saint
Jean, una waizen dai sensori fruttati e più dolce, ma
anche la Templier e la Lazar.
Una nuova esperienza per la nostra provincia, una nuova
possibilità di rilancio di un artigianato di buona
qualità. Ora, a voi, non resta che trovare il tempo per una
lunga degustazione.
Federica Flore
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