Miracolo italiano?
Sì ma come al solito in negativo: mai pensato che al posto della ciclabile si potesse fare una linea tranviaria con il sistema bimodale Tram-Treno tra Imperia e Ventimiglia? Tram nel tratto
dismesso della ferrovia e treno nel tratto della ferrovia a mare esistente (tra San Lorenzo e Imperia e tra Ospedaletti e Ventimiglia), come esempio vedi il Regio Tram di Kassel in Germania.
Ricordo che l'attraversamento delle strade per un tram è regolato da semafori intelligenti (azionati dal tram nell'immediatezza dell'arrivo) e non da passaggi a livello come succedeva con la ferrovia: i tempi d'attesa per le auto sarebbero stati perciò estremamente ridotti. Inoltre si sarebbero potute aumentare le fermate dalle 5 allora esistenti (oggi sono 2 per la ferrovia a monte) con fermate tranviarie ogni 400/500 metri servendo praticamente ogni spiaggia lungo la tratta e nulla toglieva di avere rotabili atti al trasporto di bici.
La chiusura del trasporto su ferro nella tratta a mare di Sanremo è stata, a mio avviso, una delle cose più nefaste che sia stata fatta nel territorio del Ponente Ligure, con un sindaco che ha anche fatto una festa per questo funerale, fulgido esempio di acume politico: chiusura che non ha risolto certo il problema del traffico (non ha portato nessun vantaggio alla vicina SS Aurelia) e ha disamorato i migliaia di fruitori del treno che sono stati deportati nell'entroterra o sottoterra (ogni tanto leggo che si parla di chiudere la stazione sotterranea di Sanremo), di fatto costringendoli a usare la gomma. Fino a quando si tratta di qualche km la bici va bene altrimenti, automobile.
Chapeau a tanta lungimiranza trasportistica, tipica di un paese in cui i politici (eccezionali fruitori di auto blu) non spingono la gente verso il trasporto pubblico.
Cordiali saluti,
Marco Bruzzo, giornalista ferroviario
Caro Marco,
ne potevano succedere di cose da quando è stata dismessa la linea ferroviaria sul mare tra San Lorenzo e Ospedaletti e costruita la tanto attesa ferrovia a monte. Tante cose brutte, quel tratto di territorio poteva essere abbandonato a se stesso oppure aggredito dalla speculazione edilizia. Invece no, è stata costruita una pista ciclabile attrezzata.
Ebbene, tu non sei d’accordo perché, scrivi, si sarebbe potuta utilizzare quell’area per costruire una linea tranviaria, che trasportasse la gente sulla costa: così si sarebbero potute raggiungere facilmente le cittadine o le spiaggette.
Non ti è piaciuto per niente il titolo del mio articolo sulla pista ciclabile, l’ho definita un miracolo italiano. Ebbene, avrei scelto lo stesso titolo ci fosse oggi quella linea tranviaria di cui parli. È un miracolo che quel piccolo tratto di territorio largo qualche metro e lungo 24 chilometri sia diventato qualcosa di utile per tutti i cittadini.
In un Ponente Ligure, poi, dove non si ha ancora nessuna intenzione di smettere di costruire e distruggere il paesaggio, basta percorrere proprio la nostra ciclabile, e attraversare Riva Ligure o Santo Stefano e vedere quanti nuovi brutti palazzi stanno spuntando come funghi. Sembra di essere tornati indietro agli anni Sessanta: perché non cominciamo a volere bene al nostro paesaggio? O meglio, a quel che è rimasto?
Hai ragione, è una bella soluzione quella di cui parli, sono stata a Kassel e ho ben presente quanto siano belli quei tram silenziosi che attraversano la città. Però non è vero, come dici, che ci sarebbe stato anche spazio per la ciclabile, è troppo stretta quella piccola ma lunga striscia di terra tra il mare e le montagne, per far convivere linea tranviaria e pista. Ebbene dovendo scegliere tra i due progetti, preferisco la pista ciclabile. È la mentalità che deve cambiare. Migliaia di persone si rinchiudono in palestra per mantenersi in forma, in ambienti piccoli e sudaticci, con la musica che impazza, ma per andare da Sanremo ad Arma per una commissione prendono la macchina. C’è qualcosa che non funziona nella testa di noi italiani. Non è forse bello andare al mare in bici magari da Sanremo a Bussana oppure solo fino ai Tre Ponti? Da Arma a Santo Stefano? Da San Lorenzo a Cipressa? Ho visto centinaia di bambini e di anziani sulla pista. Chissà che questo progetto non porti statisticamente ad una vita più lunga nelle aree attraversate dalla ciclabile.
Laura Guglielmi