Il Principe risorge nella serata delle star. Emanuele Filiberto torna in gara tra qualche fischio: la sua canzone patriottica cantata con Pupo e il tenore Luca Canonici non piace proprio a tutti, ma vabbé. Un colpo di scena c'era da aspettarselo.
La terza serata del Festival si apre con gli auguri a Giorgia, trionfatrice a Sanremo nel 1995 e mamma da poche ore. Poi cantano gli eliminati nelle prime due serate, ognuno affiancato da un ospite. Toto Cutugno canta Aeroplani in coppia con la (vocalmente sorprendente) prezzemolina Belen Rodriguez.
Il trio Pupo, Emanuele Filiberto e Luca Canonici ripropone la discussa Italia amore mio con il quartetto di soprano Divas (doveva esserci Lippi, ma il ct della Nazionale ha dato buca: colpa di Cassano? Forse il divo Marcello ci sarà stasera).
La stella di Amici Valerio Scanu non poteva che chiamare l'Amica Alessandra Amoroso per la sua Tutte le volte che. I Sonohra cantano Baby con Dodi Battaglia dei Pooh, mentre Nino D'Angelo porta sul palco Ambrogio Sparagna all'organetto e l'ensemble Le voci del Sud per Jammo ja. A fine serata, il verdetto: tornano in gara Valerio Scanu e Pupo col Principe. Gli altri sono definitivamente eliminati.
In mezzo, una vera parata di star made in Italy per rendere omaggio ai 60 anni di Festival. Da ricordare, Elisa che canta Canzone per te di Endrigo, Edoardo Bennato che rifà in stile rock Ciao amore ciao di Tenco e l'intramontabile Massimo Ranieri con la sua Perdere l'amore. Ancora Elisa canta in coppia con Fiorella Mannoia Almeno tu nell'universo. Nessuno fischia Riccardo Cocciante, che sbaglia le parole di Nel blu dipinto di blu (chi si ricorda la gaffe di Celentano al concerto per De Andrè nel 2000 e la pioggia di fischi?).
Ci sono anche Carmen Consoli che interpreta a modo suo Grazie dei fiori e la novantunenne Nilla Pizzi che canta qualche verso di Vola colomba e riceve il premio Città di Sanremo. Miguel Bosè rifà Non ho l'età di Gigliola Cinquetti e Francesco Renga L'immensità di Don Backy.
Un bello spettacolo, non c'è che dire. Ma i giovani del Festival? Ancora una volta la categoria Nuova Generazione trova uno spazio minuscolo: addirittura Jessica Brando, 15 anni e dunque minorenne, non può cantare dopo la mezzanotte. E siccome a quell'ora di giovani non se n'è ancora visto uno, ecco che Antonella Clerici è costretta a scusarsi e lanciare un filmato delle prove della giovane cantante. Un piccolo grande scandalo. Jessica Brando, comunque, passa alla finale con il brano Dove non ci sono ore (per compassione del pubblico votante o per meriti effettivi?) insieme a Tony Maiello con Il linguaggio della resa.
Finale in programma stasera, venerdì 19. Oltre ai due giovani di ieri si contendono il titolo Nina Zilli e Luca Marino. Stasera, poi, salgono sul palco i 12 artisti ancora in gara, tutti impegnati nei duetti: Arisa (Malamorenò) con Lino Patruno Jazz Band; Enrico Ruggeri (La notte delle fate) con i Decibel; Fabrizio Moro (Non è una canzone) con Jarabe de Palo; Irene Fornaciari feat. Nomadi (Il mondo piange) con Mousse T. e Suzie; Irene Grandi (La cometa di Halley) con Marco Cocci; Malika Ayane (Ricomincio da qui) con Sabrina Brazzo e i primi ballerini del Teatro alla Scala di Milano; Marco Mengoni (Credimi ancora) con Solis String Quartet; Noemi (Per tutta la vita); Povia (La verità) con Marco Masini; Pupo, Emanuele Filiberto con Luca Canonici (Italia amore mio) ancora con le Divas - o si materializzerà Marcello Lippi? - Simone Cristicchi (Meno male) con il Coro dei Minatori di Santa Fiora; Valerio Scanu (Per tutte le volte che) con Alessandra Amoroso.
Si attendono infine altri superospiti: Jennifer Lopez, i Tokyo Hotel, Bob Sinclair, Cristiana Capotondi.
Sanremo ce la fa, oppure no? C'è una strana discrasia tra l'opinione e il sentimento sul Festival di Sanremo e i numeri che lo riguardano. Anche la serata di giovedì 18 ha fatto registrare ascolti da urlo. Un picco di oltre 14 milioni di spettatori, raggiunto ben oltre la mezzanotte quando c'è stato l'annuncio degli eliminati e dei ripescati tra gli artisti. Una media del 38% di media di share. La Rai, l'Antonella e tutto il carrozzone gongolano. Eppure a destra e a manca si legge che un'edizione così moscia non si ricorda, che la Clerici non può fare tutto da sola, che fanno più ciccia gli scandali di ogni altra cosa (musica compresa, ovviamente). Ieri il direttore di Rai 1 Mauro Mazza ha accusato i giornalisti di essere “tristi” perché parlano male del Festival. Chi ha ragione: il critico o lo share?
Non si può a fare a meno di pensare a una scena del nuovo film di Giovanni Veronesi Genitori e figli. Agitare bene prima dell'uso. In una discussione tra Michele Placido e Margherita Buy (i genitori) e loro figlio, quest'ultimo - che vuole partecipare al Grande Fratello - dice: «sei milioni di italiani lo guardano [il GF, ndr], siamo tutti dei coglioni?». I vecchi rispondono in coro: «Sì!».
Ogni riferimento è chiaramente casuale. Basta lo share a salvare il Festival? Oppure parlarne male è diventato ormai un vezzo?