L'Antonella non ripete. O almeno così ha detto stamattina: «non condurrei di nuovo Sanremo, sono esperienze che vanno fatte una volta ogni tanto». Comprensibile.
Chi invece è proprio arrabbiato è il direttore di Rai 1 Mauro Mazza. Ai giornalisti accorsi ad ascoltare il question time dice: «siete tristi. Scrivete cose tristi. Io se fossi invitato ad una manifestazione del genere, ne scriverei bene. Così anche il mio lavoro ne sarebbe esaltato». L'attacco del massimo vertice Rai è arrivato per allontanare quel trend un po' depresso con cui la stampa sta accompagnando il Festival.
E per difendere Antonella Nostra, che brilla nella sua semplicità di neomamma. «Anch'io sono mamma», tiene sempre a precisare appena può. Anche ieri sera, con la Regina Rania. Questo è uno dei tre problemi della Clerici.
Il primo. In video appare grossa, sembra cristallizzata. Forse la taglia non è veramente la 42 come sostiene. Di certo è che non può mangiarsi anche i biscotti che la Regina Rania le ha fatto recapitare in camerino con un bellissimo biglietto scritto in regale calligrafia.
Il secondo. Tende alla ripetizione funesta. Da Sono anch'io mamma, a Conosco tutte le canzoni del Festival a memoria ma non posso sbilanciarmi, a Vi hanno portato da bere? ai giurati raggrumati come sardine in piccionaia. Lo avrà chiesto almeno tre volte, tanto che l'Ariston si irrigidisce un poco.
Il terzo. La solitudine. Intendiamo quella sul palco, dove non ha spalle. Ieri sera, forse per cercare di colmare questi vuoti a perdere, ha fatto fare gli straordinari al Trio dei tenori in erba, anzi ancora in provetta, ma con voci tonanti come cannoni. Ad un certo punto nel pubblico, dopo la seconda esibizione, è serpeggiato il terrore che apparissero per la terza volta. Come i chitarristi di un film con Ben Stiller dove comparivano in continuazione. Anche nei momenti meno indicati. Però l'auditel sale o comunque tiene.
Il Festival resiste.