Seconda serata di Festival. Dopo l'eliminazione di tre grandi vecchi (Toto Cutugno, Nino D'Angelo e Pupo in compagnia di Emanuele Filiberto), escono temporaneamente dalla gara due nomi giovani: Valerio Scanu e i Sonohra. Tutti gli esclusi tornano in gara per i ripescaggi stasera, giovedì 18. Intanto gli ascolti continuano a premiare un'edizione apparentemente meno entusiasmante delle precedenti. L'Antonella Nazionale, col suo fare mammesco, gongola. E lancia anche un messaggio di solidarietà femminile con le colleghe Milly Carlucci, Simona Ventura, Michelle Hunziker, Maria De Filippi, Luciana Littizzetto, Laura Pausini, Lorella Cuccarini, Alessia Marcuzzi: «si parla tanto di rivalità femminile ma io non ci credo, anzi ho ricevuto solidarietà e voglio ringraziare per l’affetto le tante colleghe e amiche contente del mio successo e del successo del festival di Sanremo».
Martedì 16 si era partiti in quarta, con una riga di canzoni. Ieri, mercoledì 17, i primi rimpolpamenti, con un'intervista lunghissima con la Regina Rania di Giordania, l'ospitata di Michelle Rodriguez, protagonista di Avatar, il can can (oddio!) della Clerici con le ballerine seminude del Moulin Rouge. Si (intra)vedono anche i giovani, tra cui spicca Nina Zilli.
Stasera, giovedì 18, saranno quasi più gli ospiti degli artisti: Christian De Sica, Elisa, Carmen Consoli e Nilla Pizzi, Edoardo Bennato, Riccardo Cocciante, Fiorella Mannoia, Miguel Bosé, Francesco Renga e Massimo Ranieri. Si esibiranno anche i 5 artisti esclusi nelle prime serate, sperando nel ripescaggio, e i 5 giovani restanti, di cui venerdì verrà proclamato il vincitore.
Nella seconda serata gli occhi sono tutti puntati sulla superospite Rania di Giordania, con cui Antonella Clerici cerca di intavolare una discussione di cucina su come fa i biscotti (e te pareva). Rania è invece è lì per parlare del suo impegno come testimonial della campagna a sostegno dell'istruzione infantile One Goal. L'intervista finisce con i tre tenorini del The Tryo, che cantano O Sole Mio alla regina. Pelle d'oca. La bionda conduttrice fa anche un'involontaria gaffe nel momento di lanciare la pubblicità: «Adesso io la do» urla in mondovisione. Poi precisa cosa.
Per quanto riguarda la musica, poche novità. Oltre alla conferma di qualche brutta canzone (oltre alle due eliminate, inseriamo nella categoria anche quelle di Marco Mengoni e Fabrizio Moro), c'è da dire che i motivetti di Arisa e Simone Cristicchi iniziano a entrare nella testa. Tra i brani migliori, quelli di Irene Fornaciari con i Nomadi e di Noemi.
A fare la loro comparsa anche i giovani, anche se solo in tarda serata: d'accordo che è caduto il tabù dell'inedito e che le loro canzoni passano in radio già da qualche settimana, ma così poco spazio sul palco dell'Ariston non li aiuta certo a farsi conoscere. Comunque, per tre di loro l'avventura è già finita (Jacopo Ratini, Broken Heart College e Mattia De Luca). Passano il turno e vanno in finale Nina Zilli - grinta da vendere e voce alla Amy Winehouse con la canzone truffautiana L'uomo che amava le donne - e il timido Luca Marino con la canzone da teenager Non mi dai pace.
PS: No Gialappa's no party. Per la prima volta da una decina di anni a questa parte, il trio Gialappa's Band non conduce la trasmissione comico-satirica Rai dire Sanremo su Radio 2. Lo shock è forte. C'è chi, come il sottoscritto (D.M.), da sempre ammutolisce il volume della TV e alza quello dello stereo per seguire il Festival facendosi due risate. Un approccio salutare per un compito altrimenti ingrato. Sul perché di questa assenza ci sono poche e confuse notizie. Ufficialmente i Gialappi sono in vacanza. Secondo l'emittente non si sarebbe trovato l'accordo economico. Nei forum i fan orfanelli sono spaesati.
Di recente mi sono trovato più volte a pensare che forse il format Mai dire..., declinato dai tre mattatori in tutte le salse possibili, oggi è un po' trito. Mai dire Grande Fratello, per esempio, invecchia e rischia inevitabilmente di stufare come il reality che canzona. Ma per Sanremo il discorso è diverso. La mancanza di un salutare, irriverente, indispensabile controcanto al Festival dei cliché e dei luoghi comuni si sente. Tornate Gialappi, non siamo pronti per fare a meno di voi.