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Festival di Sanremo: uno Zibaldone per il 60 anni

 
Il libro curato da Freddy Colt con i contributi di un gruppo di scrittori del Ponente Ligure. Giovedě 18 la presentazione al Palafiori. Di Marco Del Tredici
 
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Sanremo, 17 febbraio 2010
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di Marco Del Tredici
   
Domenico Modugno
Domenico Modugno

Verrà presentato giovedì 18 febbraio 2010, alle 17.30 alla sala Ranuncolo del Palafiori (corso Garibaldi), lo Zibaldone del Festival - 60 anni di canzone italiana narrati dagli intellettuali del territorio (Mellophonium Broadsides, 192 pp), libro ideato e curato da Freddy Colt che ripercorre la storia della kermesse canora attraverso gli scritti di alcuni dei principali esponenti della cultura sanremese.

Difficilmente titolo avrebbe potuto essere più azzeccato, per un libro capace di mettere insieme così tanti frammenti di una stessa storia per creare un unico, armonioso mosaico. Un vero e proprio zibaldone, dunque. «Sì, questo è l'elemento che caratterizza maggiormente l'opera - commenta Freddy Colt -. Un saggio introduttivo di Andrea Gandolfo racconta delle origini del Festival, fermando la narrazione al 1950. Da questo punto in poi, iniziano i contributi di coloro che hanno collaborato: per ogni anno, un articolo correlato ad una delle canzoni in gara, dall'edizione del 1951 a quella dello scorso anno».

Nessun vincolo nella scelta della canzone né sugli argomenti da trattare, assoluta libertà concessa alla memoria ed alla penna dei collaboratori per trasmettere al lettore un'emozione, un ricordo. «La piena indipendenza è l'obiettivo che ci eravamo proposti quando lo scorso anno abbiamo sviluppato l'idea di quest'opera, in seguito ad una serie di contributi dello stesso genere apparsi sulla rivista The Mellophonium. Abbiamo voluto creare un'opera organica, ma senza alcuna imposizione per chi ha preso parte al progetto, solo la sua sensibilità e i suoi ricordi».

Il risultato? «Sorprendente, direi. Pur senza averla cercata, si è creata un'incredibile complementarietà tra gli articoli: in molti casi, ciò che non era stato detto in un pezzo veniva messo in evidenza in quello successivo. Il tutto, mantenendo la molteplicità di stili e contenuti scaturita dai diversi punti di vista di chi ha collaborato».

Ed, effettivamente, colpiscono l'eterogeneità anagrafica e i diversi bagagli d'esperienza degli scrittori che hanno partecipato all'opera. «Diverse decine di persone, più o meno giovani e provenienti da diversi ambiti - conferma Colt -, ma tutti accomunati da una cosa, l'essere nati o vissuti nel Ponente ligure. Ritengo questo aspetto molto importante, perché vivere ogni anno l'atmosfera del Festival da una percezione diversa delle cose, una familiarità che coloro che non sono della zona non possono avere». Tra i tanti contributi, spiccano quelli degli scrittori Claudio Nibbio, Enzo Barnabà e Achille Maccapani, dell'ex assessore alla cultura Daniela Cassini e della conservatrice del museo cittadino Loretta Marchi. Inoltre, gli scritti di tre ex sindaci della Città dei fiori: Leo Pippione, Osvaldo Vento e Davide Oddo. Non dev'essere stato facile coordinare il lavoro di tutta questa gente. «Assolutamente no. Però ci siamo riusciti, anche grazie al prezioso aiuto di Romano Lupi e Massimiliano Morelli, e ora il testo verrà pubblicato con la firma dell'Accademia della Pigna».

Lo Zibaldone racconta cinquantanove anni di storia di uno dei simboli della cultura italiana, espressione diretta della nostra società e della nostra storia. Una storia della quale, in questi giorni, si sta scrivendo, sul palco dell'Ariston, una nuova pagina. «È indubbiamente un anniversario importante, questa sessantesima edizione. Come sempre, si è cominciato a criticare e a dare giudizi prima che la manifestazione avesse inizio. Troppo facile: aspettiamo di arrivare alla fine, e solo allora potremmo tirare le somme».

 
 
 
 
 
 
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