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Vincenzo Mollica
Vincenzo Mollica
 

«Il Festival di Sanremo? Un'opera pop»

 
Vincenzo Mollica scrive la prefazione al catalogo della mostra sui 60 anni della kermesse. Dal 13 al 28 febbraio al Palafiori
 
eventi
Pubblichiamo l'intervento di Vincenzo Mollica per il catalogo della mostra Sanremo story. 60 anni di musica italiana, allestita al primo piano del Palafiori di Sanremo dal 13 al 28 febbraio 2010.
La mostra, ideata da Pepi Morgia, si inserisce all'interno del cartellone degli eventi collaterali al Festival SanremOff. In esposizione cimeli, dischi originali, autografi, spartiti, riviste d'epoca per celebrare i 60 anni della kermesse. L'ingresso è libero.

Il catalogo è una pubblicazione di circa 100 pagine, realizzata da Silvano Guidone & Associati, curata da Pepi Morgia e con testi di Claudio Porchia. Si tratta di un vero e proprio album fotografico, con immagini provenienti dall'Archivio Alfredo Moreschi e, appunto, con prefazione di Vincenzo Mollica. Contiene vari interventi di alcuni tra i più qualificati testimoni del viaggio festivaliero. Presenti anche bozzetti e foto di scena.

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Sanremo, 11 febbraio 2010
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di Vincenzo Mollica
   

Raccontare il Festival di Sanremo come se fosse un'opera pop o meglio di quella pop art che spesso ci ha fatto capire più di tante altre espressioni il senso o il non senso della nostra contemporaneità. Non ci aveva pensato mai nessuno di mettere in piedi una mostra per raccontare il Festival della canzone italiana, attraverso momenti e curiosità, oggetti e feticci che restituissero il valore artistico e popolare, senza dimenticare l'evoluzione del costume, che si specchia in questa manifestazione,non a caso citata come esempio perfetto di pop art.

Così Pepi Morgia ha pensato la sua mostra sul Festival, come se stesse esponendo dei quadri concettuali sui sessant'anni di storia passati,in totale libertà,senza cadere nel tranello dei facili didascalismi o peggio ancora in quello degli archivi polverosi che vengono aperti. Tutto quello che è stato vive senza tempo nella mostra di Morgia, tutte le canzoni risuonano come se fossero state scritte oggi, tutti i cantanti cantano come in un inesauribile presente. I migliori trucchi che ci regala la memoria sono proprio quelli in cui ci fa perdere la cognizione del tempo, in cui ci stordisce di emozioni, cancellando le parole passato, presente e futuro.

Pepi Morgia non si pone come uno storico o come una critico musicale, ma come un artista che compone dei quadri musicali che vanno a realizzare il grande affresco di un avvenimento che ha appassionato un'intera nazione. Del resto questo è quello che ha fatto Morgia in tutti i suoi anni di lavoro: cercare di dare un senso alla rappresentazione musicale attraverso l'uso creativo delle luci e delle scene nelle sue regie teatrali, perché anche nella musica leggera si può parlare di teatralità. E così il Festival di Sanremo si presenta come un grande quadro pop, un graffito dipinto lungo una strada che dura da sessant'anni, pieno di dettagli da scoprire, pieno di particolari che suggeriscono nuove prospettive.

Pepi Morgia ha concepito questa mostra come una festa mobile, perché alla fine dei conti questo è stato il Festival di Sanremo: la prima festa mobile che è entrata nelle nostre case attraverso la radio e la televisione, regalandoci canzoni come frammenti di vita sempre presenti.

 
 
 
 
 
 
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