Francesco Biamonti se n'è andato nel 2001. Scrittore di Liguria come pochi, a parte qualche periodo giovanile trascorso tra Spagna e Francia, ha passato quasi tutta la vita rintanato nella sua casa di San Biagio della Cima, nell'entroterra imperiese. A scrivere e a pensare, buttando giù parole e facendo viaggiare la mente oltre frontiera.
Ecco, frontiera. Questa è la parola chiave del premio internazionale a cadenza biennale che, quasi nove anni dopo la sua morte, gli viene dedicato: si chiama, appunto, Frontiere-Biamonti ed è promosso dalla Fondazione per la Cultura e lo Spettacolo della Regione Liguria, con il contributo di Regione Liguria, Provincia di Imperia, Comune di Sanremo e Comune di San Biagio della Cima.
La prima edizione è in programma da venerdì 29 a domenica 31 gennaio 2010 tra Sanremo e San Biagio della Cima: premiati gli scrittori Antonio Tabucchi e Marino Magliani. Il primo toscano trapiantato in Portogallo, il secondo ligure ma con una vita in Olanda.
«Biamonti è stato un grande autore di frontiera» spiega Giuseppe Conte, direttore artistico del Premio, nonché scrittore e saggista: «con questo evento si vuole onorare la sua memoria e allo stesso tempo produrre cultura». Sfatando anche il carattere chiuso dei liguri: «i liguri sono chiusi, ma anche cosmopoliti. Sanno restare sul loro scoglio ma anche guardare molto lontano. Basti pensare a Italo Calvino e Eugenio Montale. Biamonti stesso guardava alla Provenza».
«Io e Biamonti eravamo molto amici» prosegue Conte: «sono stato il primo che lo ha recensito (nei primi anni Ottanta, ai tempi dell'esordio narrativo di Biamonti con L'angelo di Avrigue, ndr). Poi, per tanti anni ci siamo visti il sabato sera: ricordo con particolare affetto e tenerezza le nostre lunghe camminate notturne a Bordighera. Tra chiacchiere e risate si faceva l'alba».
Ma questo premio non nasce solo sull'ombra della nostalgia, tiene a precisare lo scrittore: «è soprattutto la premiazione di chi sa varcare i confini». E, in effetti, l'internazionalità della manifestazione è ben evidente dalla scelta del presidente ad honorem della giuria, il saggista e accademico di Svezia Jesper Svenbro (oltre a Conte, ne fanno parte anche Stefano Verdino, Giuseppe Sertoli e Luisella Berrino), e dall'intenzione di individuare le eccellenze letterarie internazionali.
Il fatto che il primo vincitore sia un italiano non esclude che nelle prossime edizioni il premio sia consegnato ad autori stranieri. «La decisione di premiare Antonio Tabucchi è stata unanime e immediata» spiega Conte: la sua passione per il Portogallo, dove vive, il fatto che sia uno dei massimi conoscitori degli scritti di Fernando Pessoa e che i suoi romanzi siano tradotti in tutto il mondo lo rendono «uno degli autori italiani più internazionali in assoluto». Il suo ultimo libro è la raccolta di racconti Il tempo invecchia in fretta (Feltrinelli, 2009).
Accanto al Premio Internazionale, viene anche assegnato il premio Frontiere–Biamonti, Pagine di Liguria, dedicato ad un autore italiano legato a tematiche e paesaggi biamontiani: in questo caso il primo vincitore è Marino Magliani, che da alcuni anni vive sulla costa olandese ma non ha dimenticato le sue origini liguri. Per farsene un'idea basta leggere il suo ultimo romanzo La tana degli alberibelli (Longanesi, 2009).