Franco Bagutti è nato a Piacenza 66 anni fa - anche se, dal vivo, non sapresti dargli nessuna età. A questo eternauta si deve la fondazione e, oggi come oggi, la direzione dell'Organizzazione Bagutti, che si divide in: Orchestra Bagutti, Edizioni musicali Bagutti, Agenzia teatrale Bagutti, GB service di Gianmarco Bagutti. Limitandosi questa nota all'attività dell'Orchestra, vale la pena notare ch'essa è impegnata in una data al giorno dall'inizio di ottobre sino alla fine di novembre, esclusa la settimana dal 5 al 12 ottobre, in che è stata impegnata in crociera Italia-Grecia-Croazia, su MSN Armonia. Lo scriba devotissimo e laico è troppo curioso per farsi scappare una cosa del genere, per di più nel teatro Ariston, che è uno fra i più nobili ritrovi dello showbiz italiano. Come stanno questi qui, su un palco del genere? Così a occhio, come fossero nel tinello di casa. I due spettacolari presentatori, la Katia in foto e il Gianmarco prenominato, in 2 bottoni bianco su camicia bianca e stringate bianche (manco Aznavour, a' suoi tempi, osò tanto), avran chiamato forse 100 applausi in un'ora e mezzo di spettacolo che s'è visto - e chi sa nell'ora e mezzo successiva.
Il pubblico, che gremiva il teatro in ogni ordine di posti, non ne era contento, e più e più volte ha applaudito a scena aperta. Già sembra ascoltare la tipica obbiezione: ma come può uno scriba asseritamente esperto di musica sciropparsi valzer musette e polke? Può; anche perché il concerto principia con una
Luna rossa (De Crescenzo-Vian, 1950) e contiene, fra l'altro
Moondance (Van Morrison, 1970),
Uomini soli (Facchinetti-Negrini, 1990),
(Life is a) Cabaret (Kander-Ebb, 1972),
New York, New York (Kander-Ebb, 1977),
Non dimenticar le mie parole (Bracchi-D'Anzi, 1934) e, ultima tenerissima,
Sabato pomeriggio (Baglioni, 1975). Accanto a queste, classici veri della canzone gramscianamente nazionalpopolare:
Gondola veneziana,
Eternamente (tutti, ma si dice tutti, a cantarla in coro, stringendosi all'amato/a),
Eravamo in 19, vero inno patriottico per i caduti a Nassiriyah.
E il pubblico, si domanderanno i 3 lettori superstiti di questa nota? Persone umane, normali come chi scrive. Magari le giovanotte troppo scollate e scosciate per i miei gusti non ecumenici, e gli omètti troppo fasciati in doppipetti presidenziali, con su cravatte da Sagra del fritto misto alla iesolana - e vabé,
c'est bien la liberté ou quoi? Nel complesso, Ariston pieno, scriba cantante per tutta la sera e distrutto solo dall'ora d'inizio (le 9:45pm: tardi, troppo tardi) e costretto quindi, la morte nel cuore, ad abbandonare durante l'entr'acte. Però tornate, Bagutti, tornate: sono rose, fioriranno.