La passione per il delitto è un ambaradan di rassegna letteraria, arrivata all'ottava edizione e scritta, diretta e prodotta da Paola Pioppi, la blondinette che sovrintende alle faccende della scrittura noir, gialla, thriller, horror, varie ed eventuali in tutte le Italie.
Come possa farcela, è mistero gaudioso; intanto, gliela fa. Questo premesso, or sono 2 giorni lo scriba è invitato a presentare i signori Lorenzo Beccati e Alfredo Colitto, e i loro rispettabilissimi ultimi libri: L'uccisore di seta (Milano, Kowalkski, 2009) e Cuore di ferro (Milano, Piemme, 2009).
Si tratta di prodotti particolari, fioeui. Thriller storici, ambientati l'uno a Bologna nel XIV secolo, l'altro in Genova alla fine del XVI. In comune hanno la peste e la formidabile ricerca sui documenti che è sostegno all'ispirazione letteraria. Cosa c'è di più facile che moderare un dibattito fra questi due? Niente, e infatti lo scriba ha persin fatto la sua figurina brillando, come usa, di luce riflessa.
Beccati e Colitto, Colitto e Beccati hanno intrattenuto il pubbico variegato con motti d'ogni genere e numero, gemme di saggezza lieve, ironie appena accennate e la giusta dose di aneddoti. Un successo pièno e complèto.
Quale il nesso di Beccati e Colitto con la provincia di Imperia? Facile. Intanto Beccati è di Alassio, costà vive quando non è a Milano per il lavoro suo – e questa è la provincia di Savona. Però poi ci parli e vedi che conosce l’oliva taggiasca, e in quali paesi ce n’è di più o di meno. Colitto, invece, chi lo direbbe mai, è un cultore del Festival. Sa tutto, veramente, e ha messo in difficoltà persino un antico suiveur come lo scriba (sarei io, che non lo ricordo abbastanza).
E questa è la parte istituzionale. Accanto, il côté pop, sempre caro. Allora, in ordine sparso: uno champagnino niente male, questo Bonnaire, preso sia prima della presentazione, sia dopo. Inoltre, ottmi gli stuzzichini di mare, con una nota di merito per i gamberetti, si direbbe e, a prima colazione, una ragguardevolissima mousse; così ragguardevole, in fatto, che persino l'esigua Pioppi ne ha mangiato.
E poi: ogni singola mise controllata fino allo stremo perché, santa la polenta, prima di tutto Barzanò, ridente borgo brianzolo, sorge a un tiro di schioppo da Arcore e una parola è poca, due son troppe. E peraltro: un paio di scollature appena oltre i limiti imposti dalla legge e suggeriti dalla prassi, troppi sorrisi per credere fossero tutti incolpevoli, qualche tacco pericoloso e vicino. Nel complesso, grande soirée, certo aiutata dal luogo, il Red's hotel della famiglia Redaelli. Nelle vetrine accanto al lift, per dire, buone camicie Brooksfield e, da una cartoleria locale, Montblanc delle più attrattive (e.g. la Hommage à Frédéric Chopin, che è un'assoluta opera d'arte).
Questo pezzòtto parla poco di libri, è vero. E alùra? Ci si è tanto divertiti, quella sera lì e, in ogni caso, ha ragione il Beccati: che nessuno si creda innocente (pare che non c'entri, invece c'entra, eccome se c'entra).
PS: la presentazione fu ispirata a uno spirito chiaramente post-situazionista e laicista. Lo scriba non poté non patirne e richiamò in clausola il saluto del Santo Padre nell'aeroporto di Praga. Non ebbe grande riscontro, se non con un applauso di cortesìa estenuata.