La Liguria, si sa, è da sempre musa di artisti e poeti. Fontana, Monet, Hemingway, Pound, Scanavino, Nespolo, Byron e Shelley - solo per citare qualche nome in ordine sparso.
Quest'anno si celebra il centenario della nascita di un artista che ha amato così tanto quella che considerava la sua vera terra da scegliere come pseudonimo il nome di un paesino del Ponente Ligure. Torinese di nascita e ligure per scelta, il poeta, scrittore e pittore Guido Seborga visse a lungo a Bordighera e partecipò attivamente alla vita culturale della località della Riviera dei Fiori, contribuendo alla realizzazione di mostre, dibattiti, conferenze.
Nel 1979 donò ai bordigotti una serie di opere affinché costituissero uno dei nuclei della tanto auspicata Pinacoteca e venissero esposte in permanenza nella sua città di adozione. Oggi questi lavori vengono esposti in una mostra allestita proprio a Bordighera da sabato 8 a sabato 22 agosto 2009 (Chiesa Anglicana, ore 20-23). Si intitola semplicemente Guido Seborga 1909-2009. Ideografie e presenta 14 opere ideografiche, come l'artista medesimo amava definirle, ovvero dipinti simbolici in cui la linea, come scrive Leo Lecci, «diventa tracciato delle pulsazioni dello spirito creando quel moto dinamico che è nodo centrale della poetica futurista».
Durante tutto il periodo della mostra viene anche proiettato il video del giovane regista e scrittore torinese Gabriele Nugara, 25 anni ancora da compiere. «Guido Seborga era il nonno del fidanzato di mia sorella», spiega Gabriele: «una figura di cui da anni sentivo parlare e che mi aveva sempre incuriosito, senza che avessi mai avuto il tempo o l'occasione giusta per approfondire. Poi, a Torino, ho assistito al lavoro teatrale Occhio folle occhio lucido, ho letto i suoi romanzi e le sue poesie, i suoi carteggi, oltre ad aver passato in rassegna le opere pittoriche ideografiche».
Da questa esperienza, resa possibile grazie al lavoro di Laura Hess - la figlia di Seborga - che da diversi anni sta riordinando e archiviando il materiale paterno (sempre per il centenario della nascita ha curato, insieme a Massimo Novelli, il volume biografico edito da Spoon River Guido Seborga. Scritti, immagini, lettere), il giovane regista è entrato in contatto con l'opera di Seborga e con i paesaggi della Liguria di Ponente.
«Il documentario Guido Seborga - Ritratto d'artista» prosegue Gabriele «è nato sia per integrare questa iniziativa "memorialistica", sia per colmare una lacuna in occasione del centenario dalla nascita, sia, principalmente, perché a mio parere l'intera poetica di Seborga si presta ad un'esposizione che provi a coniugare lo scritto e l'immagine con il territorio da cui provengono, mettendo in risalto le corrispondenze fra il contesto in cui si agisce artisticamente, la natura, l'ambiente e gli esiti artistici stessi, le pagine di diario, i quadri. In Guido Seborga ci sono tanti spunti per compiere un percorso a Bordighera e dintorni e mettere ancora meglio a fuoco il senso della sua produzione letteraria e pittorica».
Il video, infatti, è una carrellata di immagini suggestive: le onde del mare si alternano a scorci di Bordighera e ai più aspri panorami dell'entroterra di Ponente. E, alternate alle letture dei versi di Seborga, scorrono le testimonianze di amici, collaboratori, compagni di una volta: Enzo Maiolino, Sergio 'Ciacio' Biancheri e Giorgio Loretti.
Gabriele Nugara è laureato in Scienze della Comunicazione e si occupa di video da diversi anni: ha già partecipato a diverse rassegne cinematografiche, ricevendo riconoscimenti per i cortometraggi Redemption (Visionaria Film Festival) e Erika – la sua identità (Festival internazionale di Gradisca d’Isonzo). È responsabile del laboratorio video Wunderkammer del liceo Gioberti di Torino, con il quale ha recentemente ottenuto il Premio 25 Aprile al concorso Filmare la Storia dell'Archivio Cinematografico della Resistenza di Torino con il corto L'ultimo partigiano.
Ora Gabriele ha in cantiere un nuovo documentario dedicato a Guido Seborga: «dopo aver conosciuto meglio le avventure liguri, ora voglio concentrarmi sul "capitolo torinese" dell'esperienza artistica di Seborga, altrettanto decisiva per capire il personaggio. Confido di adottare lo stesso metodo di osservazione sul campo per descrivere il ruolo importante di Torino nella vita di questo artista decisamente bistrattato, se si pensa a quanto si sia speso, in particolare negli anni '50-'60, per la cultura italiana, come animatore di premi e autore».