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Cellobassmetal
 

Cellobassmetal: il primo disco gotico

 
Esordio discografico per i due giovani dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo. La partecipazione al Festival e l'heavy metal in chiave acustica. La nostra intervista
 

 
   

     
Sanremo, 4 marzo 2009
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mentelocale di
Luca
Giarola
   
 
Cellobassmetal - Plays metal with cello and bass costa 10 Eu ed è in vendita in tutti i negozi di dischi di Sanremo. In alternativa lo si può richiedere direttamente ai due musicisti scrivendo all'indirizzo cellobassmetal@interfree.it.

Violoncello e contrabbasso, due strumenti dal suono soave e delicato alle prese con l'heavy metal. Un tripudio di atmosfere gotiche e sonorità d'altri tempi: ecco l'album d'esordio dei Cellobassmetal, dal titolo omonimo e dal sottotitolo ancora più esplicito: Plays metal with cello and bass.
I due musicisti non sono proprio alle prime armi: Mariano Dapor e Fabrizio Bruzzone, rispettivamente primo violoncello e primo contrabbasso dell'Orchestra Sinfonica di Sanremo, dopo un anno e mezzo dedicato alla musica più svariata (gli impegni ufficiali con la Sinfonica da una parte; le collaborazioni con diversi gruppi jazz e rock - i sanremesi Soundpressure, per esempio - e il progetto Cellobassmetal dall'altra) hanno sfornato un disco pieno zeppo di virtuosismi. Ma parlare della loro padronanza degli strumenti è quasi superfluo.

Fonte primaria di ispirazione dei Cellobassmetal sono gli Apocalyptica, gruppo finlandese che interpreta i Metallica in chiave acustica. «Ma non abbiamo voluto imitare il loro suono» racconta Mariano Dapor: «il nostro è molto più classico, in modo da accontentare sia le mamme che i ragazzi delle scuole superiori».
Registrato a novembre presso lo studio Ithil World di Imperia e autoprodotto in toto, il disco è un concentrato dell'hard rock più puro. Nella track list compaiono cinque cover. E che cover: si va dal superclassico degli Iron Maiden Fear of the dark (forse l'interpretazione più riuscita dell'intero album) alle ballate dei Metallica Nothing else metters e The unforgiven, fino a Transylvania (ancora degli Iron Maiden) e Conclusion degli Apocalyptica. I due brani inediti si intitolano invece Silent skeletons e Tears of glass, e sono stati composti entrambi da Mariano Dapor.

Traccia dopo traccia, violoncello e contrabbasso sembrano incendiarsi sulle note dell'hard rock, e a tratti sembra persino di cogliere qualche colpo di chitarra elettrica nascosto dietro agli intrecci dei due archi. Niente chitarre, invece, solo qualche distorsione sonora.
«I sette titoli dell'album sono stati scelti in base al gusto del pubblico» racconta Mariano. Il repertorio del duo, però, è ben più ampio: nei loro concerti trovano spazio anche diverse altre cover, da Fade to black e Master of puppets dei Metallica ad altri brani degli Apocalyptica, come Path o Ruska. «Ultimamente - aggiunge Mariano - abbiamo anche presentato qualche inedito, ci siamo buttati in un paio di pezzi dei Nirvana e abbiamo pure rivisitato Because the night».

Visti i tanti impegni di lavoro con l'Orchestra Sinfonica, non è semplice per Fabrizio e Mariano pensare a una tournée vera e propria. I loro live, fino ad ora, sono stati più che altro eventi unici: recentemente, per esempio, hanno suonato a Faenza in occasione del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti), a Cervo in chiusura del festival Autunnonero, e a Sanremo per il concerto Rock against Child Pornography. Resta però la speranza di organizzare a breve un tour in Finlandia e Norvegia.
Intanto, appena pubblicato il disco d'esordio i pensieri vanno già a quello successivo. «Ho tanto materiale abbozzato» racconta Mariano, dimostrando già di avere le idee piuttosto chiare: «vorrei metterci più musica. Il primo album è un disco molto quadrato, il prossimo vorrei che fosse più tecnico, magari con l'aggiunta di altri strumenti come tastiere e percussioni».

Mariano è reduce dal Festival di Sanremo, dove ha suonato insieme a diversi componenti dell'Orchestra Sinfonica. È il settimo anno consecutivo che prende parte alla kermesse (l'altra metà dei Cellobassmetal, Fabrizio, ha invece partecipato a tre edizioni) e sebbene quella sanremese non sia propriamente la sua musica, si tratta sempre di un'esperienza stimolante: «quest'anno l'Orchestra è stata trattata meglio rispetto agli scorsi anni, e nella serata di venerdì abbiamo anche fatto parte della Giuria di Qualità». Un impegno, quello del Festival, davvero impegnativo e a tratti «alienante», come lo definisce lo stesso Mariano: «le prove iniziano solitamente 30-40 giorni prima, la prima metà si svolge a Roma, la seconda a Sanremo. Nei giorni della gara, poi, si lavora dalle 10 del mattino alle 2 di notte».
Inevitabile chiedergli quali canzoni lo abbiano più colpito: «mi è molto piaciuta la preghiera rock degli Afterhours, ma anche i brani di Masini e Leali. Quello in assoluto musicalmente migliore, però, è il pezzo di Patty Pravo».

Non ci sono solo musica classica e heavy metal, dunque, nell'universo artistico di Mariano: tra gli italiani ammira particolarmente Fabio Concato («i suoi dischi sono poesia» afferma) e il primo Vasco Rossi; tra gli stranieri, invece, apprezza Red Hot Chili Peppers e Pink Floyd. Ma forse è il caso di chiedergli qualche dritta su sonorità a lui più conformi: «per quanto riguarda la nuova musica classica, consiglio l'ascolto del violoncellista siciliano Giovanni Sollima, il suo stile è molto minimalista, quasi new wave». E poi un grande classico: «Antonín Dvoøák: la sinfonia Dal Nuovo Mondo e la Serenata per Archi».

 
 
 
 
 
 
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Cellobassmetal: Fabrizio Bruzzone e Mariano Dapor
© foto: Chiara Mazzocchi  -  Cellobassmetal: Fabrizio Bruzzone e Mariano Dapor
 
   
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