Il nuovo cortometraggio di Emilio Audissino, giovane regista di Imperia, ha girato il mondo: dopo essere stato selezionato allo Short Film Corner di Cannes, è stato finalista allo Shocker Fest di Modesto in California e allo Spooky Movie Horror Film Festival di Washington. Niente male per un film low budget interamente girato in Liguria, nel locale notturno Querida di Diano Marina.
Yoshiwara Club - questo il titolo del cortometraggio - è un fashion horror: «fashion perché vede protagoniste delle ragazze affascinanti, horror perché nasconde un finale a sorpresa», spiega Audissino, che del corto ha curato il soggetto, la sceneggiatura e la regia. Marco Vallarino ne è il produttore esecutivo, «e le attrici più belle le ho scelte io», sottolinea. Il cortometraggio dura dieci minuti ed è privo di dialoghi: «è girato in una discoteca. La musica è altissima e gli attori si fanno capire dal pubblico con i gesti e gli sguardi», spiega il regista, «il film inizia come un video clip e lentamente si trasforma in un horror». Tema principale è il corteggiamento mordi-e-fuggi: «la sceneggiatura è nata per caso. Volevo riciclare parte del girato che non avevo utilizzato nel mio ultimo cortometraggio, La dolce Eleonora e l'amaro calice. Insomma, se è vero che del maiale non si butta via niente, Yoshiwara Club è un corto dal carattere molto ligure».
Se l’America si è accorta di Emilio, i festival italiani non stanno a guardare: Yoshiwara Club ha partecipato al Genova Film Festival, al Torino Horror Film Festival e al Festival NIFF di Roma (sul sito www.neche.it è possibile vedere il cortometraggio fino al 30 novembre 2008). Ma cosa c’è nel futuro di Emilio Audissino? «Ho sei corti nel cassetto e ho in testa l’idea per un lungometraggio».
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