È visitabile fino a sabato 15 novembre 2008 la mostra Artisti a Sanremo fra Ottocento e Novecento presso il Museo Civico matuziano all’interno di Palazzo Borea d’Olmo, gioiello barocco del Ponente Ligure. L’Assessorato alla Cultura, per le celebrazioni della festa patronale il 13 ottobre scorso, ha raccolto per la prima volta in un’unica collettiva importanti opere pittoriche delle collezioni civiche, al fine di valorizzare il patrimonio comunale solitamente dislocato in diverse sedi ed in parte mai esposto al pubblico. La selezione comprende le creazioni di pittori vissuti nella Città dei Fiori a cavallo fra i due secoli: Allavena, Amoretti, Anfossi, Bargiggia, Beltrame, Bertolotti, Carlo, Discovolo, Ferrari, Grosso Alberto e Giacomo, Karlo, Lear, Legnani, Moretti, Orvieto, Pasquali Nello e Vincenzo, Raimondi, Rubino, Salesi, Stracciari e Welters.
Nei loro lavori gli scorci della Sanremo di un tempo, dalla costa all’entroterra, filtrati attraverso le differenti sensibilità, tecniche e stili degli artisti. I visitatori possono così scoprire i linguaggi figurativi che hanno segnato la cultura locale di un’epoca in cui fonte d’ispirazione erano i colori e la luminosità intensa della Riviera.
Il percorso espositivo è impreziosito dalle sculture in bronzo del Bargiggia, alcune preparatorie ai dipinti come l’aggraziata Danza dello scialle, e da quelle in gesso, studi e modelli, di Vincenzo Pasquali e del figlio Nello, riunite nella Collezione che il Museo ha acquisito nel 2005. Vincenzo Pasquali, di origini toscane, visse a Sanremo dal 1915 alla morte nel 1940, producendo per una ricca committenza borghese ed aristocratica oggetti d’arte decorativa per ville e giardini e monumenti funebri. Per il Comune nel 1924-26 realizzò la famosa Primavera, statua liberty floreale che oggi si può ammirare sulla Passeggiata Imperatrice quale emblema della città. Le altre due versioni dello stesso tema sono Ondina nei giardini di corso Mombello e Flora nell’atrio di Palazzo Borea d’Olmo.
La visita alla mostra temporanea, ospitata nel salone nobile, può essere lo spunto per scoprire la Pinacoteca Civica. La galleria si trova in un’ampia ala del secondo piano, che racchiude anche la cappella con altare marmoreo di notevole valore artistico, e si è costituita soprattutto grazie ai lasciti di antiche famiglie sanremesi. In continuo accrescimento, denota un’apertura al periodo contemporaneo con le opere del genovese Giannetto Fieschi, dono del Maestro in occasione del suo soggiorno nella Città dei Fiori. Il Fieschi è annoverato fra i pittori ed incisori di maggior rilievo del secondo dopoguerra e sue caratteristiche distintive sono la dimensione visionaria e le realizzazioni su supporti di recupero.
Il Museo, inoltre, custodisce le tracce provenienti dal comprensorio matuziano dal Paleolitico all’età romana, documentando nella Sala della Preistoria la frequentazione di coste e valli fin dall’Uomo di Neandertal. Si tratta di utensili in pietra, resti umani e di animali e corredi funerari per un totale di circa 1.800 reperti originali. Il visitatore è guidato dai numerosi pannelli didattici e ha la possibilità di incontrare, nel diorama costruito dal laboratorio Daynes di Parigi, un neandertaliano a grandezza naturale nell’atto di preparare uno strumento litico per la caccia. Si passa quindi alla Sala della Protostoria con i materiali dei castellari, insediamenti fortificati d’altura delle popolazioni liguri preromane dal V al II secolo a.C. Nella Sala della Romanità, infine, sono testimoniate l’esistenza di una città, la Villa Matuciana, nei pressi dell’odierna Cattedrale di San Siro, di un’imponente struttura residenziale con annesso impianto termale in zona Foce nel I secolo d.C., stessa epoca della villa romana di Bussana, e di una Gens Urbicia il cui sigillo bronzeo con la scritta Urbicia vivas è stato rinvenuto negli scavi del Solaro.