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A spasso per l'entroterra di Imperia

 
Paesaggi e sapori di una volta a due passi dal mare. Da Triora a Dolceacqua, da Pigna ad Apricale. Borghi antichi e sentieri di montagna
 
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28 agosto 2008
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di Antonella Guglielmi
   
Dolceacqua
Dolceacqua

L’entroterra della provincia di Imperia è un luogo ricco di fascino, anche se poco conosciuto. Risalendo lungo la vecchia Via del Sale o lungo i sentieri tracciati dai pastori per portare le greggi al sicuro più a valle, si possono riscoprire paesaggi e sapori di una volta, che faranno apprezzare appieno la bellezza della terra ligure, dove in circa un’ora si può passare dalla spiaggia alle Alpi, che fanno corona a tutta la zona.
Le vie principali per raggiungere la montagna si trovano lungo le valli formate dai torrenti che scendono a mare, come la Val Nervia e la Valle Argentina, la prima vicino a Ventimiglia e l’altra vicino a Imperia. Risalendo lungo la prima, svoltando a monte verso Camporosso, proseguendo, si raggiunge Dolceacqua, con il suo castello medioevale che è possibile anche visitare, spesso sede di concerti o mostre d’arte, e gustare l’ormai noto pane denominato “michetta”.

Procedendo sulla strada che porta a monte possiamo scegliere se svoltare a sinistra, verso Rocchetta Nervina e Margheria dei Boschi, luoghi immersi nella natura e ideali per gli amatori del trekking poiché da qui si possono raggiungere sia l’Alta Via dei Monti Liguri, che collega le due riviere attraverso un sentiero in quota, o il sentiero balcone, che unisce Sanremo alla città francese di Nizza.
Sulla destra invece troviamo le indicazioni per Perinaldo, dove possiamo visitare l’osservatorio astronomico o fare una passeggiata fra i carruggi del paese per ammirare le costruzioni ancora tutte in pietra locale e da dove, eventualmente, si può riscendere verso Sanremo passando per San Romolo, meta tipica degli abitanti locali alla ricerca di un pomeriggio di refrigerio.
Decidendo di proseguire, si raggiunge Isolabona, alla confluenza fra due fiumi come suggerisce il nome di origine latina, il torrente Nervia e il rio Merdanzo e, volendo, con una piccola deviazione visitare anche Apricale, antico borgo medioevale fra i più belli dell’entroterra intemelio, e Castel Vittorio, antico possedimento dei conti di Ventimiglia.

Andando avanti, ormai in piena montagna, arriviamo a Pigna, paesino ricco di storia, molto ben tenuto. Da non perdere la Chiesa e il suo polittico e il museo. Ancora più in là, seguendo quella che ormai è una strada di montagna, possiamo raggiungere il Colle della Melosa, che dista circa 40 km dalla costa ed è posto a 1.542 metri di altitudine ai piedi del Monte Torreggio e Pietravecchia: ospita gare e corsi organizzati dalle scuole di sci nordico che possono contare su un anello di 5 km, e il punto di ritrovo è l'accogliente rifugio. In loco è possibile acquistare lo skipass e noleggiare l'attrezzatura. Volendo si può anche approfittare del rifugio per dormire.

Proseguendo oltre invece si arriva a Triora, località famosa per le leggende legate alle streghe che si vuole abbiano abitato quei luoghi e alle quali è anche dedicato un piccolo museo situato all’ingresso del paese che vale la pena visitare. In agosto vi è una fiera dedicata all’argomento in occasione della quale si rievoca con una rappresentazione teatrale il famoso processo che, secondo i racconti degli abitanti del luogo, condannò a morte numerose donne del paese accusate di stregoneria. Il paesino, per chi ama le lunghe camminate in montagna, è luogo di partenza per alcuni dei più bei sentieri della zona, per chi invece amasse gli sport estremi, continuando a salire verso Verdeggia, si trova il famoso ponte di Loreto dal quale è possibile fare Bungee Jumping.
In ottobre invece vi si svolge, per gli amanti dei funghi, la sagra del porcino, con degustazione di ottimi funghi fritti e trifolati. Altra chicca gastronomica è il pane di Triora, cotto ancora come una volta nell’unico forno del paese, ma non sono nemmeno da disdegnare gli ottimi formaggi d’alpeggio della zona. Da Triora si può raggiungere di nuovo il mare lungo la valle Argentina passando per Badalucco, Taggia e giungendo ad Arma di Taggia. Ma questa è tutta un'altra storia.

 
 
 
 
 
 
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