22 agosto 2008. Ieri sera prova dei vestiti a casa di Viviana. È stato un continuo ooooh! Intanto una parola di qua, una di là, quello che dovrebbe avvenire domenica 24 alle 17 sulla riva del Merdanzo oltre Apricale si è sparso in giro e così per tagliare la testa al toro ho spifferato quasi tutto ai giornalisti.
21 agosto 2008. «Altro problema fare i suoi bisogni. Dapprincipio, qua e là, non ci badava, il mondo è grande, la faceva dove capita. Poi comprese che non era bello. Allora trovò, sulla riva del torrente Merdanzo, un ontano che sporgeva sul punto più propizio e appartato, con una forcella sulla quale si poteva stare comodamente seduti. Il Merdanzo era un torrente oscuro, nascosto tra le canne, rapido di corso, e i paesi viciniori vi gettavano le acque di scolo. Così il giovane Piovasco di Rondò viveva civilmente rispettando il decoro del prossimo e suo proprio».
Italo Calvino, Il barone rampante
20 agosto 2008. La Quercia delle Cinque Passere: «Di queste storie se ne raccontavano molte, specialmente in casa di certe madame genovesi che tenevano riunioni per uomini abbienti, e così a queste cinque signore deve essere venuta voglia d’andare a far visita al Barone. Difatti si dice di una quercia, che si chiama ancora la Quercia delle Cinque Passere, e noi vecchi sappiamo quello che vuol dire. Fu un certo Gè, mercante di zibibbo, a raccontarlo, uomo a cui si può dar credito. Era una bella giornata di sole, e questo Gè andava a caccia nel bosco; arriva a quella quercia e cosa vede? Se le era portate tutte cinque sui rami, Cosimo, una qua e una là, e si gustavano il tepore, tutte nude, cogli ombrellini aperti per non farsi scottare dal sole, e il Barone era lì in mezzo, che leggeva versi latini, non riuscii a capire se d’Ovidio o di Lucrezio».
E questa mattina mi telefona una delle cinque passere, che avevano aderito con entusiasmo e senza pretendere alcunché alla performance, per darmi forfait. Era a bordo di uno yacht, il Brigitte II, che stava salpando da Beaulieu sur mer, per destinazione ignota, ingaggiata da un libanese con un compenso super. Ma non è quella della foto.
Domani dirò dell'albero.
19 agosto 2008. Poteva mancare a questa performance, che è insieme un omaggio a Italo Calvino e alle nostre terre Libereso Guglielmi? Lui che fu amico del grande scrittore ligure e aiutante del padre Mario, botanico internazionale, lui che poi prese la sua strada, girò il mondo per diventare botanico a sua volta. Botanico guru o se volete sacerdote laico della natura. Sarà dei nostri e di cose da dire ne avrà, oh, se ne avrà. E si siederà al grande tavolo da dove ebbe inizio la vicenda.
Domani l'atmosfera si farà un po' più piccante.
18 agosto 2008. Dopo un anno di ricerche infruttuose, andate a male per le indicazioni volutamente sbagliate che ci avevano dato certi abitanti di Apricale che se ribecchiamo sappiamo cosa dir loro, finalmente una settimana fa l'albero è stato trovato. È lo stesso che vide Italo Calvino cinquantun anni fa e che descrisse nel suo romanzo. Da allora è diventato enorme, ma l'ambiente circostante è rimasto intatto, e le funzioni per cui quella pianta serviva al protagonista della storia sono ancora perfettamente praticabili dalle forcelle dei rami bassi. Per oggi basta. Domani un aggiornamento.
Dal blog di Alberto Cane