L'uomo di cemento in un documentario

L'uomo di cemento in un documentario

La speculazione edilizia continua a danneggiare il ponente ligure. Venerdì 8 ad Arma di Taggia il film di denuncia diretto da Franco Revelli

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Arma di Taggia (Imperia) - Mercoledi 6 febbraio 2008

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Chi è l’uomo di cemento? Chi è, chi sono i responsabili del degrado e della cementificazione delle coste della Liguria del Ponente? Come fermare questo fenomeno prima che i danni siano irrecuperabili?
A queste e ad altre domande prova a rispondere il documentario Castellaro tra campo golf ed il progetto di borgo Lampedusa, realizzato da per conto di CGIL che verrà presentato venerdì 8 febbraio alle 21 nella sala di Villa Boselli, ad Arma di Taggia. Dopo la proiezione, seguirà un dibattito moderato dal giornalista Marco Preve a cui parteciperanno Oscar Marchisio, direttore de “Il provinciale”, Claudio Porchia, segretario Cgil di Imperia, Stefano Sarti di Legambiente Liguria e Franco Zumino, assessore regionale all’ambiente.

Nonostante la crisi, le difficoltà logistiche e tecniche, l’edilizia è ancora uno dei settori trainanti dell’economia della provincia di Imperia, ma rischia di deturpare definitivamente un paesaggio già in sofferenza per i pesanti interventi subiti durante gli anni ‘60 e ’80. Inoltre, come spesso dimostrato dalla cronaca recente, dietro alle speculazioni edilizie si nascondono quelle di amministratori senza scrupoli. L’impressione è che nella Liguria di Ponente ci sia un vero e proprio sistema, un “uomo di cemento” che controlla gli interventi a beneficio di pochi e a danno dell’intera comunità e dell’ambiente.

Il documentario di venerdì sera è il primo di un ciclo di cinque filmati realizzati da Revelli per dare voce a chi subisce le speculazioni e descrivere le condizioni chi lavora nell’edilizia. In questo primo capitolo, le testimonianze di quattro persone che hanno subìto le conseguenze della costruzione del campo golf di Castellaro e di Borgo Lampedusa, un complesso edilizio sorto dal nulla in una zona impervia a rischio di frane e smottamenti. C’è chi racconta di essersi sdraiato in mezzo alla strada per bloccare il traffico di camion pesanti che danneggiavano la sua abitazione, chi racconta i rischi corsi durante la frana verificarsi nel 2005, chi, infine, come Giampiero, il protagonista, affronta temi più generali su come é cambiata la vita a Castellaro, su come questi progetti non portino occupazione, né aggregazione sociale.
Piccoli esempi, storie di lotte quotidiane ma che dimostrano che c’è ancora qualcuno che si impegna a difendere il proprio territorio, evitando di delegare tutto alla politica ma impegnandosi in prima persona contro un modello di sviluppo distruttivo per il territorio e dannoso per tutti.

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