mentelocale Ultimo aggiornamento Marted́ 22 maggio - 23.51
mentelocale
mentelocale mentelocale SPETTACOLI mentelocale CULTURA mentelocale SOCIETA' & TENDENZE mentelocale TEMPO LIBERO mentelocale BERE E MANGIARE mentelocale   mentelocale AREA UTENTI mentelocale
mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale mentelocale
  Arte  |   Libri & Scrittori
mentelocale
 
         Savona
 Genova
 La Spezia
      
 Milano      
Newsletter  | Agenda eventi | Oggi al cinema | Multimedia
 
 
 
facebook rss
 
 
mentelocale  
mentelocale  
 
imperia  >  cultura  >  Libri & Scrittori

Scritti e parlati di Francesco Biamonti

 
Una raccolta di testi editi e inediti dello scrittore di San Biagio della Cima. Racconti, interviste e discorsi. La recensione
 
   

     
04 febbraio 2008
Stampa Invia amico
 
di Giacomo Revelli
   
Francesco Biamonti
Francesco Biamonti
 
Venerdì 22 febbraio (Villa Nobel - Sanremo) e sabato 23 febbraio 2008 (San Biagio della Cima), si svolgerà la IV edizione del Premio Grinzane - Francesco Biamonti.
Martedì 12 febbraio 2008, nel corso della conferenza stampa che avrà luogo a Sanremo, verranno resi noti i nomi dei vincitori.

Il riconoscimento, ideato dal Premio Grinzane Cavour, istituito d'intesa con la Provincia di Imperia, Città di Sanremo e Comune di San Biagio della Cima, è dedicato ai territori di mare così intensamente descritti dallo scrittore ligure Biamonti.

Venerdì 22 febbraio 2008, alle 17.30, presso Villa Nobel di Sanremo (corso Felice Cavallotti 116), si terrà la cerimonia di premiazione. Sabato 23 febbraio, alle 16.30, la manifestazione proseguirà al centro polivalente Le Rose di San Biagio della Cima, paese natale di Biamonti. La prima edizione è stata vinta dallo scrittore svedese Björn Larsson, la seconda da Albert Sánchez Piñol, scrittore emergente spagnolo, e da Nico Orengo, scrittore, poeta e critico letterario. La terza edizione ha visto protagonisti il poeta Giuseppe Conte e lo scrittore irlandese John Banville.
Stanno per fiorire le mimose di Francesco Biamonti, da qualche parte, lassù in una delle fasce attorno a San Biagio della Cima. Deve certamente averne tenuto conto l'Einaudi che dello scrittore ligure ha appena pubblicato Scritti e parlati, una raccolta di scritti editi e non, racconti, interviste e trascrizione di discorsi curata da Gian Luca Picconi e Federica Cappelletti, con prefazione del filosofo Sergio Givone.

Francesco Biamonti, scomparso nel 2001, è stato lo scrittore della necessità, del silenzio, dell'attesa, del lampo improvviso tra i rami d'ulivo. Nei suoi romanzi troviamo una Liguria di Ponente in cui una civiltà contadina millenaria vive il suo lungo crepuscolo e dove, pur una realtà locale fatta delle consuetudini e dei tempi della natura, è rintracciabile il segno del passaggio della storia montalianamente intesa, quella che lascia sottopassaggi, cripte, buche, nascondigli e sopravvissuti.
Una scrittura di grandi tensioni liriche, ma anche di strappi, periodi brevi, macerie, come i maixei (dal latino maceries, appunto), i muretti a secco tra cui si muovono i suoi personaggi: uomini con un passato di mare tornati nel microcosmo da cui erano partiti senza rinunciare al loro nomadismo intellettuale; donne austere e diafane che si sono indurite a forza di aspettare, di una bellezza ossuta, mai regolare, come la terra che abitano. Biamonti è stato uno scrittore che ha saputo unire al proprio intimismo le vicende di un'Europa in cui esistevano ancora molte frontiere e, proprio lui, è stato uno dei passeurs che ci ha permesso di oltrepassarle.

Mancavano, per completarne il ritratto, alcuni dettagli che ne rendessero più chiara l'officina letteraria: i ritagli di giornale della sua attività di critico e teorico d'arte, le note per le presentazioni dei suoi libri, gli appunti presi spesso sul lavoro, sollevando lo sguardo tra scaglie di oliveti o mimose. Mancava, soprattutto, tutto ciò che riguardava il suo modo inconfondibile di parlare, la sua oralità. La raccolta di Einaudi colma queste lacune, arricchendole con una serie di scritti che coprono trent'anni di attività, dagli anni '60 al 2001 e un'intervista inedita fatta allo scrittore da Giovanni Turra.

Gli argomenti sono eterogenei: si va da meditazioni su letteratura e idea d'arte, a recensioni di libri e mostre. Da essi però emergono indicazioni preziose per capire il mondo intellettuale di Biamonti in cui nulla era lasciato isolato. Il suo mestiere di scrivere: per rendere l'atmosfera delle nostre colline bisognava rarefare la scrittura, renderla il più possibile cristallina, portarla tra il sogno e l'agonia. La sua filosofia: l'uomo è l'essere delle lontananze, perché, come sottolinea Sergio Givone nell'introduzione, non coincide mai con sé stesso, ma trova il proprio sé nella mancanza e nel vuoto, in lui l'esistenza viene prima dell'essenza. Notevole l'attenzione alla luce, al colore, alla forma del Biamonti pittore: Per me il mare è questo contraltare luminoso alla terra, questa poetica della lontananza e della luce.

Diceva Calvino, che di Biamonti fu lo scopritore (fu lui a voler pubblicare L'angelo di Avrigue nel 1983), che i liguri si dividono in due specie, in due tipologie: c'è chi parte, lascia la sua terra e torna solo ogni tanto, e chi invece vi rimane per tutta la vita e ne diventa parte. Sono due modi di sopravvivere in una terra difficile, continuamente corrosa dalla natura e dall'uomo: chi parte decide di conservarla almeno nella propria memoria descrivendola intatta e nitida; chi resta cerca di adeguarsi al suo progressivo degrado facendone una metafisica.
Categorie che possono essere utili anche per definire analogie e differenze tre i due scrittori ponentini: l'uno eremita a Parigi, l'altro solitario coltivatore di mimose a San Biagio; scrittore dall'opaco uno, amante degli aprichi e dei cupi lampi di tenebra il secondo; razionalista, sperimentatore, scienziato della pagina Calvino, mentre Biamonti è lucido coltivatore delle parole di Mallarmé, Flaubert, Valéry.

Entrambi hanno amato profondamente la propria terra e ne hanno constatato l'inarrestabile scempio. Ma se Calvino ne denuncia le speculazioni e le soleggiate-tricamere-servizi, Biamonti ha assistito impotente al tramonto di una civiltà, quella dell'ulivo e canta l'addio ad una Liguria che si addentra nell'Erebo accecata dalla luce del Mediterraneo. Perciò, nella cronaca del suo incontro con Calvino, Biamonti si chiede il perché del distacco definitivo di Calvino da Sanremo e lo spiega solo ammettendo che questa città, come ormai sta accadendo a tutta la Liguria di Ponente, ha perso la sua anima, il suo nucleo originario.

Francesco Biamonti ha trasfigurato sé stesso nel suo paesaggio, ha scelto la via della metafisica come un ultimo estremo tentativo di salvarlo (e di salvarsi). Dalle sue parole può trarre consiglio chi questa Liguria se l'è trovata già decomposta e non ne ha nessuna colpa. Eppure ha già imparato e continua ad amarla.
 
 
 
 
 
 
Stampa Stampa
Invia amico Invia
mobile  Preferiti
   
 




 

Oggi in home page
  A Sanremo è ora di Immaginaria  
  IDfest 2012. Il Dams si apre alla città  
  «Imperia la città con più poesia sui muri»  
  Un'escursione nella Valle Éllero  
  Un'osteria sulla via dello shopping  
  Leggi l'homepage di oggi  
 
 
 
 
 
 
mentelocale

Fai di mentelocale.it la tua homepage
mentelocale
 
contatti

Redazione
Pubblicità
Amministrazione
Dove siamo
Lavora con noi
 
condizioni d'uso

Riproduzione contenuti
Contribuisci
Marchi registrati
Testata registrata
Credits
 
registrati

Iscrizione
Privacy
Condizioni generali
FAQ
 
newsletter

Eventi
Cinema
Food
Happyticket
 
segui mentelocale

RSS
Facebook
Youtube
Blip.tv
Twitter
 
network

m-cafe.it
happyticket.it
genovateatro.it
teatripermilano.it
 
  Direttore responsabile Laura Guglielmi - Testata giornalistica registrata, tribunale di Genova nr. 16/2005 del 16 07 2007.
Copyright © Mentelocale 2000-2012 P.IVA 03881480101
 
 
Creative Commons License