c’era la luna piena, e dattorno i calicantus
Ma, quando si fa quella certa, con voce fonda di baritono appena
arrochita da sigarette leggere, il tempo di
habanera
scandito da una
, Gian Maria Testa quasi susurra un’habanera
in 4 lasse di quinari:
Sei la conchiglia/della battigia/che
prende il sole/che prende l’onda/e prende il largo/e si
rivolta. Le parole sono di
, ma a me mi sembra di essere al
, di fianco a
a gridare con
lui:
io triumphe. Perché questo, amici miei e non de
la
, è
il concerto della Targa Tenco 2007 per
: musica concentrata di senso al
massimo grado, come diceva nel foyer
il miglior fabbro,
cioè ovviamente
. Testa suona da solo, con 2 Santa Cruz e
un’elettrica, sul piccolo, accogliente palco del
.
Il set dura il tempo giusto, perché alla fne se ne vuol di
più ma Gianmaria sa che così bisogna lasciare il
pubblico gaudente. Il voster-semper-voster, innamoratissimo, si
porta a casa almeno
e il bis della
, che è
Mansion the hill di
, ma con
melodìa non trùcida e armonie che rifiutano
l’òrrido
giro di Do.
Gianmaria Testa, poche storie, è un intellettuale che
riderebbe se leggesse mai ‘sta definizione. Però,
dìtemi voi: con chi, sebbene in una cena magnificamente
ordita da don
, con la splendente Mrs. Graziella
right in front of me, a
capotavola l’attor giòvine
, si può mangiare un fritto
misto degno di molte note laudatorie, bere Pinot come fosse
àntani e anche discettare di Gramsci e Gobetti? Chiudendo il
teatro, Roberto “Che” Coggiola chiosa:
Anche questo
è Tenco. Io, per me, annuisco, mi tengo vicino onde non
cascare la consuèta, non prescindibile acciuga, e aggiungo
a media vòz che ci sarà bene un motivo per cui
e
sono grandi. Adesso,
il 7 prossimo venturo, è il turno, nel teatro che è
ora di Valter, an Englishman in Sanremo e Carla Vacchino,
l’incontournable, è il turno di
. Sarà Tenco anche
lì, e lo leggerete.
Giovanni Choukhadarian
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