Probabilmente quando finì di scrivere quello che poi sarebbe diventato il suo primo libro
Daniela Rossi non si sarebbe mai aspettata un così largo consenso di lettori ed un notevole interesse da parte di produzioni teatrali e televisive.
Un libro che narra una storia vera, la sua, di una donna che quando nacque il suo primo figlio, tredici anni fa, dovette fare i conti con una difficile e dura realtà:
il suo bambino era sordo.
Da quel momento è passata molta acqua sotto i ponti e lei, Daniela, ce l'ha fatta. E anche suo figlio Andrea, che sta ora affrontando la vita sereno e carico di fiducia nonostante il rischio che il mondo diventasse per lui
Il mondo delle cose senza nome, che è pure il titolo del libro di Daniela Rossi ed è anche un
racconto riprodotto in versione cinematografica,
Tutti i rumori del Mondo.
«Un film non certo facile perché parla di un percorso faticoso di una donna, che grazie alla sordità di suo figlio, imparerà a conoscersi e a riconoscere appunto tutti i rumori del mondo. Un tema delicato da trattare, dove il pericolo di scivolare nella retorica o nella banalità era in agguato». Questo il commento della regista
Tiziana Aristarco che oggi, nella sede Rai di viale Mazzini a Roma, assieme all'autrice del libro e al cast del film al completo, ha presentato lo sceneggiato che andrà
in onda su Rai Uno, in prima serata, domenica 23 dicembre 2007 i cui protagonisti principali sono
Elena Sofia Ricci nel ruolo di Daniela,
Stefano Pesce nella parte del papà di Andrea, e i piccoli
Matteo e Leonardo Frontoni, due fratellini omozigoti: «Ho scelto due bellissimi gemelli per poterli alternare, ma anche così non è stato facile "dirigerli". Ho dovuto adattarmi agli umori, ai pisolini alle pappe e in tempi di ripresa molto stretti», ha aggiunto la regista.
Dunque, un film tratto dal romanzo della giornalista scrittrice sanremese, alla quale abbiamo chiesto l'effetto che ha prodotto su di lei assistere alla sua storia "raccontata" per immagini: «Devo dire che mi ha emozionato e a volte mi ha anche commosso».
La trama del tv movie è stata in parte modificata da quella del libro: «Quando ho incontrato la produttrice, Paola Lucidano, e la sceneggiatrice, Silvia Napoletano, mi avevano anticipato che per esigenze televisive l'avrebbero in parte cambiata. Ma quello che ho chiesto alla produzione, fin dall'inizio, è stato solo di basarsi sul testo per quanto riguardava la sordità del bambino e le sue possibili soluzioni. Ho visto il film in anteprima con Andrea e, grazie alla sensibilità e capacità della regista, della sceneggiatrice e degli interpreti,
è un mix molto efficace ed equilibrato di intensità e leggerezza. Le scene fondamentali che ho descritto ci sono tutte».
Elena, la protagonista, all'inizio del film è una donna molto diversa da Daniela. È un'imprenditrice razionale e perfezionista, in difficoltà nell'interagire con il figlio sia prima sia dopo la scoperta della sua sordità. A poco a poco riesce a provare una crescente empatia, avverte la forza del suo amore per lui, rinasce attraverso questo sentimento ad una intensa vita emotiva che le apparteneva ma aveva quasi dimenticato. «A quel punto mi ritrovo perfettamente nel loro modo di stare insieme e nella determinazione che Elena, questa volta, mette a disposizione del figlio per ottenere per lui quegli apparecchi ancora in via sperimentale», spiega Daniela.
La storia inizia a capodanno, con le fucilate sparate per festeggiare. La protagonista, Elena Sofia Ricci, è lì accanto, incinta di sette mesi. Poi la nascita, il graduale rendersi conto che il bimbo ha qualcosa, che forse non sente. Non si volta quando un cane lupo abbaia nella sua direzione, i tuoni non disturbano il suo sonno. Si arriva al dolore della scoperta, allo smarrimento, con una scena toccante di Elena Sofia Ricci che, in una stanza sola con il figlio, affronta questa consapevolezza. Poi l'appuntamento in ospedale per un intervento che però fa paura, è pieno di incognite e quindi la fuga. L'incontro con un ingegnere (
Gioele Dix) ricercatore che realizza protesi digitali ad alta tecnologia, segna una svolta. «
Questo ingegnere esiste davvero - dice Daniela -, si chiama Lucio Racca e produce i suoi apparecchi acustici a Genova. È il solo in Italia a realizzarli e a garantire una qualità di ascolto che permette di fare a meno dell'impianto cocleare».
La trama del film si sviluppa con
una storia d'amore tra lui e la protagonista che nella realtà non c'è stata. «Io e l'ingegnere, peraltro felicemente sposato, avevamo altro da pensare in quegli anni di battaglie. Comunque questo incontro è stato decisivo per la nostra vita, ci ha davvero liberati.
Andrea ha evitato l'operazione e sente molto bene grazie ai suoi apparecchi che hanno migliaia di funzioni al secondo e come lui vivono bene centinaia di bambini che li utilizzano».
Daniela Rossi, che da tempo ha lasciato Sanremo per vivere a Milano, da anni cerca di svolgere un lavoro di informazione su questa nuova possibilità che evita in moltissimi casi l'operazione chirurgica. Lo fa partecipando a convegni ma anche rispondendo quotidianamente alle numerose mail che riceve da quando è stato pubblicato il suo libro. «Il mio indirizzo di posta elettronica è a disposizione di quanti si rivolgono all'editore ed è segnalato in varie reti di volontariato da persone che si impegnano quotidianamente per aiutare i bambini a risolvere al meglio la loro sordità». Daniela ci tiene a sottolineare
un episodio increscioso che le è capitato qualche mese fa: «Ad un certo punto ho subito per alcune settimane il furto della mia posta elettronica e quindi di tutte le mail che genitori confusi, addolorati e bisognosi di informazioni mi hanno scritto in quel periodo. Fortunatamente la polizia postale ha individuato senza difficoltà l'autore del furto che è già stato processato e condannato. Purtroppo ho ricevuto conferma, due mesi fa, che in seguito a quel furto di posta due genitori che si erano rivolti a me inutilmente per un consiglio hanno poi deciso di sottoporre la loro bambina di 8 mesi ad un'operazione che li avrei certo aiutati ad evitare, perlomeno in così tenera età».
La storia di Daniela e di suo figlio Andrea è dura, ma bella e delicata. Un racconto di vita che forse ha dato all'autrice la voglia di calarsi ancor di più nella veste di scrittrice. Infatti
a marzo del 2008 uscirà il suo nuovo romanzo per Salerno Editrice. Si tratta di venti storie più una, finale e decisiva, che le ricollega tutte: «Sono storie di fantasia ma il libro nasce anche da esperienze che mi hanno confermato come persone apparentemente normali e rispettabili, non esitino a tradire amicizie e ideali».