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«Ho visto il fuoco devastare la montagna. Non mi rassegno alla sua distruzione e non voglio dimenticare. Sono sconvolto da questa natura sfigurata e mi rivolto contro gli autori di questo annientamento. Questo desolante spettacolo è lo specchio della società».
È il grido di dolore di un artista che ha assistito alla devastazione della sua terra: le montagne del Var, nell'immediato entroterra della Costa Azzurra, distrutte dalla furia degli incendi.
Philippe Pastor, 46 anni, che vive e lavora a Monaco, ha un suo laboratorio-rifugio a ridosso della Garde Freinet, la foresta del Sud della Francia andata completamente distrutta da un violento rogo nel 2003. Da quel momento - per lui fortemente traumatico - non gli è più bastato occuparsi dell'arte fine a sé stessa ed ha quindi cercato delle alternative che potessero sensibilizzare sul tema della salvaguardia del pianeta. «L'arte è un linguaggio universale che ti permette di lanciare i messaggi che più ti stanno a cuore». Sono questi i motivi per i quali l'artista monegasco, dopo il 2003, ha iniziato a creare particolari sculture lignee per gridare la sua collera nei confronti di chi, sia con atti criminali o anche solo per semplice negligenza, procura una ferita indelebile, e difficilmente sanabile, al mondo intero.
Les Arbres Brules (Gli Alberi Bruciati) di Philippe Pastor, sono in breve tempo sorti all'attenzione di chi è impegnato in prima linea nel cercare di fronteggiare la distruzione del pianeta Terra. «Ogni anno, intere foreste sono devastate su tutti e cinque i continenti. Dunque è diventato per me prioritario lanciare specifici messaggi. Gli alberi bruciati sono il grido di dolore che rivolgo all'intera umanità, un forte messaggio che sta iniziando a raccogliere i suoi primi frutti».
Una voce ascoltata ed accolta dal Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente nel 2004: una quarantina dei suoi "Alberi Bruciati" sono infatti esposti in maniera permanente nella sede ONU a Nairobi, in Kenya. «E' stato importante rientrare in questo progetto perché mi ha permesso poi di svilupparne altri: in una società in cui la comunicazione il più delle volte è difficile, questo per me è un importante strumento divulgativo». Da qui è nata anche la necessità di dar vita ad un'associazione che si occupasse esclusivamente di creare eventi artistici e culturali per sensibilizzare un sempre più ampio pubblico sulla necessità di preservare l'ambiente e le sue risorse naturali. "Art & Environnement", così il suo nome, è infatti l'estensione del messaggio che l'artista indirizza attraverso le sue sculture.
Quando, nel 2004, espose le sue sculture a Nairobi, i suoi alberi diventarono il simbolo della distruzione delle foreste e l'artista uno dei protagonisti del progetto ONU. Ma è in occasione del lancio della campagna del PNUA, mirata a piantumare nel 2007 un miliardo di alberi per combattere i cambiamenti climatici, che Pastor consolida la partnership con le Nazioni Unite, facendo entrare in gioco l'associazione che, attraverso azioni consistenti la vendita delle sculture e l'organizzazione di manifestazioni, raccoglie fondi desinati al fondo per la salvaguardia dell'ambiente. Le sculture di Philippe Pastor, veri simboli della distruzione forestale, sono realizzate con tronchi d'albero calcificati dall'incendio della Garde Freinet.
A queste centenarie creazioni della natura ha ridato un'altra forma di vita cogliendone la vera essenza al di fuori di ogni regola artistica: imponenti e oscure, simbolo del totale disfacimento dell'ambiente, ma nello stesso tempo intrise di speranza rappresentata da pennellate di colori sgargianti quasi come fossero ferite che stanno cercando, a fatica, di rimarginarsi. Dunque, da qui ad essere testimonial della campagna ONU "Piantiamo per il pianeta: la Campagna per un miliardo di alberi" - che tra l'altro gode anche dell'alto Patrocinio del Principe Alberto II di Monaco e del premio Nobel per la pace e fondatrice del "Green Belt Movement", Wangari Maathai - il passo è stato breve.
Il suo percorso ambientalista è iniziato nel 2005 con una prima esposizione a Sainte Maxime (sei alberi sono ancora sul posto allo scopo di conservare il ricordo degli incendi) nel sud della Francia. Poi inizia ad esporre i suoi Alberi anche al di fuori dei confini francesi: la prima tappa è stata infatti Singapore (aprile 2007) ed ora il suo "tuor" toccherà le città italiane di Pietrasanta in Toscana, Sirmione in Lombardia e Pigna in Liguria, provincia di Imperia, nel prestigioso e rinomato complesso termale immerso nel verde, che ospiterà, ad ottobre, un Gala al quale parteciperanno importanti personaggi della politica e dello spettacolo italiani e francesi, e che è stato presentato sabato scorso dallo staff di Art & Environnement assieme allo stesso autore.
Dopo Singapore e Cannes, terminati gli allestimenti presso i due aeroporti della Côte d'Azur, "Gli Alberi Bruciati" approdano dunque anche in provincia di Imperia con un'esposizione permanente e, ad ottobre, saranno al centro del Gala di beneficenza. La tappa successiva, sempre nel mese di ottobre, sarà New York in occasione della consegna del premio Sasakawa del PNUE, uno dei più prestigiosi nel campo dell'ambiente. Inoltre sono in corso contatti con Al Gore, ex vicepresidente degli Stati Uniti che, in seguito alla sconfitta subita alle elezioni del 2000, ha deciso di dedicarsi alla salvaguardia del pianeta impegnandosi totalmente contro i fraintendimenti sul tema del surriscaldamento globale, notizia che in queste ultime ore ha fatto il giro del mondo grazie al Live Earth, uno dei più grandi eventi mediatici voluto proprio da Al Gore e che è stato visto da più di due miliardi di spettatori.
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