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Alberto Cane
 

Un blog senza peli sulla lingua

 
Alberto Cane è sulla rete dalla metà degli anni '80. Appassionato di cultura, tecnologia e dell'entroterra ligure. Ve lo presentiamo
 
   

     
17 ottobre 2006
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di
Daniele
Miggino
   
Molto prima che la rete entrasse nelle nostre case, i pc potevano già scambiarsi informazioni tramite la linea telefonica, grazie a un sistema chiamato BBS (Bulletin Board System). Intorno alla metà degli anni ottanta - tra i primi in Italia - Alberto Cane smanettava su quello che un giorno sarebbe diventato Internet.
Oggi fa il grafico, vive tra Milano e Isolabona (IM), suo paese d'origine. Cura siti, tra cui quello del Comune di Pigna e quello dedicato a . Ha persino un dominio suo - - che per ora è costruzione, ma già dal nome fa capire la sua passione per i luoghi in cui è nato e cresciuto.

Da un po' di tempo seguiamo il suo , dove - dice lui stesso - si occupa di cose serie, semiserie e decisamente facete. Una notizia semiseria è uscita di recente anche su mentelocale.it: in un santuario di La Brigue in val Roja pare vi fosse la conferma delle tesi esposte da Dan Brown ne Il Codice da Vinci. Sarà vero? Mah, neanche lui ne è troppo convinto, ma intanto ha messo in rete un quadro del Canavesio che altrimenti pochissimi avrebbero apprezzato.
Alberto gira tra chiese, chiesette e luoghi dimenticati della sua zona (l'estremo Ponente ligure) li fotografa e li mette sul blog. «Ci sono delle cose bellissime che vanno viste. Oggi la tecnologia permette a chiunque di fare foto e metterle in Rete, è molto più facile di prima», dice.
Poco dopo aver parlato con noi ha messo un'altra notizia dal titolo Arte da scoprire in Liguria: si tratta di due affreschi della Chiesa di San Bernardino a Triora (IM).

Ma la cura dei beni culturali non è il suo unico obiettivo. Quando c'è da criticare critica, e le sue frecciate non si limitano all'estremo ponente ligure: a Milano, dove lavora e vive durante la settimana, si è recentemente occupato della , che l'assessore ha definito la Cappella Sistina della contemporaneità per i suoi graffiti; a settembre si era scagliato contro la ; nel maggio scorso era andato a Cavour (TO) in occasione della manifestazione , dove ha trovato delle Marilyn molto particolari (una è quella che trovate nella foto in prima pagina di questo articolo).

Poi se l'è presa con il sito della Provincia di Imperia, reo di aver messo il bollino a garanzia di accessibilità senza meritarlo. Un fatto piuttosto grave, visto che riguarda la possibilità di navigazione da parte di persone affette da handicap come cecità, sordità, e altri. E purtroppo è più diffuso di quel sembra.
Uno "scoop" che ha avuto i suoi frutti, visto che la Provincia ha tolto il logo così come l'aveva messo. «Molto presto - dice Alberto - ho intenzione di dire qualcosa sulla questione della banda larga nell'entroterra ligure». Staremo a vedere.

Come intendi tu il blog? «Per me è uno strumento, una forma che diventa subito sostanza. Può essere un giornale, un diario - come la maggior parte dei blog - o qualcosa di mezzo. Ognuno può parlare di ciò che lo appassiona. Per esempio, di recente sono sono venuto a conoscenza del fatto che la maggior parte dei blog francesi parla di cucina». Palati fini i transalpini...

Non solo internet. Nel 1997, a causa di un grave incidente motociclistico, Alberto è dovuto rimanere in convalescenza a Isolabona per un po'. Ha trovato il modo fare qualcosa di utile, tenendo un corso di computer per ragazzi. Alla fine è nata la , giornale cartaceo che in alcune occasioni ha raggiunto le duemila copie.

Nel posto del nickname trovate la foto di un gatto: «è il mio - dice Alberto - sta nella casa di Isolabona». Ho sentito dire che si accorge quando stai per rincasare, è vero? «Mah, io non ci credo. La gente che abita qui, però, dice che quando sto per arrivare da Milano lo vedono sempre in un determinato punto a guardare. Sta arrivando Alberto, dicono, perché il gatto è lì».
 
 
 
 
 
 
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