A: Alessia Cassani, redattrice dell'Isola che non c'era e più giovane ricercatrice universitaria d'Europa (a Gorizia:www.uniud.it). Il lato dolce della critica musicale italiana (e anche: Cigola il cellulare / lasciato sul copriletto / della mia camera d'albergo...: l'amico e poeta Giuseppe Conte di Ferite e fioriture, gioiello lirico d'inizio 2006 su cui mentelocale.it promette di tornare a breve aveva capito tutto, come solo succede ai poeti).
B: Buffet, i grandi assenti. Le case discografiche hanno meno soldi, ma pure il Galà della Stampa, che è il benvenuto a noialtri lavoratori di penna, carta e calamaio era una cena in piedi. Non si ammazzano così anche i cavalli?
C: Roberto Coggiola, uruguagio e tupamaro non pentito. A Sanremo si è ripresentato il suo libro (di cui tutto è noto ai lettori di Mentelocale). Una delle due o tre ragioni per cui vale la pena di andare al Festivàl ogni anno.
D: Piero Degli Antoni, del . Giornalista e romanziere . A dispetto di tutto ciò, un'ottima persona: ce n'è ancora, di questa genìa.
F: . Con Noa e Solis String Quartet, premio della critica, come annunciato da Mentelocale molto per tempo.
G: Cristiano Gatti, inviato del e recente autore de . Gentiluomo e libro d'altri tempi, altre stagioni politiche, santa polenta.
V: Walter Vacchino, presidente dell' (presente da bambini, quando si sentiva alla fine dei promo in tv: a cura dell'Anecàgis? Ecco, sono due: l'Anec e l'Agis. L'Anec è l'associazione degli esercenti di cinema), padrone dell'Ariston. Durante il Festival, ci vive praticamente dentro, per circa un mese (tutto il prima, il durante e il dopo). Riesce lo stesso a sorridere, e capisce di cinema - ovvio - e macroeconomia - meno ovvio. Bello parlare di , dopo una settimana di , davvero.
M: Margherita Ferrandino, del Tg3. Abbiamo ballato insieme , come (sempre spettacolare: SEMPRE, e non è colpa sua se lo intervistano [intervista?!*@°#!) le Victoriecabello) e .
Detentrice dei vestiti migliori in sala stampa e al Festival, anche se, come ogni star, dice di averli comprati a . L'unica vera diva che s'è vista in questa settimana di ferro e fuoco.
P: Pilàr, che non è quella di , né quella del , come lo chiamava Andrea Pazienza. Interprete folk-jazz dotatissima, ha cantato a Roma e a Sanremo ha rifatto come fosse Gardel. Dotata inoltre del più notevole attacco di coscia contemplato in questo estremo lembo etc. da molto tempo in qua. Potrebbe diventare una stella.
VM: Veronica Marchi, da Verona. 23 anni, mezzosoprano leggero, iscritta alla da quand'aveva 10 anni. Nel 2005 ha inciso , a Sanremo ha dominato i palchi di Piazza Colombo e del Living Garden armata della sua sola acustica.
Memorabile la sua . È già una stella.
N: Nevermore, nevermore! "Mai più, mai più!". Lo disse un celeberrimo americano vincitore del decathlon in un'Olimpiade di secoli fa, lo ripete il vostro cronista per nulla mondano del Festival. Ne ho seguiti tanti, ma dopo il a me non mi pinzano più manco con le gru. Come dice la canzone?