Chi dovesse passare da Nizza, magari per un tour di stampo artistico-culturale, dovrebbe visitare due luoghi, di cui uno ha buone chance di essere citato sulla selezionatissima
Guida Michelin, l'altro meno.
In seguito parleremo del luogo d'élite, ma due righe vorrei spenderle ora per la
Caves Romagnan, antico locale della Zona Stazione, Quartier des Musiciens, zona araba. In estrema sintesi, sappiate che qui, quando vi recate alla cassa per pagare due bicchieri di vino bianco (o rosso, o quel che è), scordatevi il cinquantone e presentatevi con
75 centesimi. Bastano.
È così che un probabile italiano immigrato un tot di anni fa a Nizza, oggi affiancato alla silenziosa guida del locale dal figlio trentenne e tatuato, si è costruito la clientela. È qui che, a far da contesto, sulla destra entrando, troverete un'enorme libreria che prende tutta la parete, e non è un posto dove si vada per leggere. E se passate il sabato sera, in programma
grandi sessioni jazz.
L'indirizzo è Caves Romagnan, Rue Angleterre, 22, Nice. Il locale non necessita di un sito internet e se anche vi trovaste a comporre lo 0033 04.93.87.91.55, prima di rispondere il titolare dovrà aver finito di servire con flemma gli avventori al banco, parola di chi ha assistito alla scena.
Trenta squilli nell'ora di punta.
Passiamo al luogo d'arte con tutti i requisiti per finire sulle guide turistiche d'alto bordo.
Si tratta de
Le DoJO, uno spazio dove da due anni si organizzano eventi artistici soprattutto per giovani, un
open space di
tre piani da 400 mq ciascuno, guidato da una trentacinquenne che ci sa fare,
Florence Forterre, con un paio di gallerie alle spalle e parecchia passione.
Come mai Florence ha abbandonato luoghi di clto per l'arte moderna, ed ha scelto di aprire questo spazio?
«La noia» risponde Florence, ridendo, perché qui invece si diverte. «La noia nel dover allestire mostre classiche, quasi turistiche. Qui sperimentiamo, lavoriamo sul campo, sul terreno». Si sperimenta e si apre alle nuove leve (non tutte avranno un futuro, alcune forse neanche hanno un presente) in un locale che era un garage e, al piano di sopra, in uno spazio aperto altrettanto vasto, dove una decina di giovani lavorano attaccati ai loro
Power Book compilando inviti, spedendo
e-mail, pianificando eventi ed allestimenti.
Florence Forterre è arrivata anche in Italia, ha investito in pubblicità per promuovere alcuni eventi, ha lavorato con
Enrico Pedrini, con la
Galleria Neon di Bologna, e ha curato un'esposizione ad Apricale.
Tutto però nasce e si sviluppa nell'
open space del Do-Jo, che si mostra ai passanti con una serie di vetrine in perenne allestimento, piene di cartone e cartongesso. Dove? In Boulevard Stalingrad, sul proseguimento del boulevard intitolato a Lech Walesa (a volte con le strade capitano cose di questo genere...), pochi passi dietro il porto di Nizza.
Per arrivarci, per fare un esempio, dalla Caves Romagnan, non è comodo, si deve attraversare la città. Ma bisogna farlo rigorosamente a piedi e lungo la promenade, altrimenti non è la stessa cosa.
Nella foto la Caves Romagnan