Lunedì 13 giugno, a Sanremo, lo scienziato pavese
Carlo Alberto Redi sarà ospite dei "Grandi incontri" culturali curati dal giornalista
Sergio Buonadonna per conto del comune matuziano.
Titolare dei corsi di biologia delle cellule staminali e biotecnologie ambientali all'Università di Pavia, Redi è oggi considerato uno degli studiosi italiani più validi nel campo della medicina rigenerativa per le ricerche sulle cellule staminali e la clonazione terapeutica.
Managing editor dello
European Journal Histochemistry, direttore del gruppo di ricerca (prof. Silvia Garagna dell'Università di Pavia e prof. Maurizio Zuccoti dell'Università di Parma) che ha partecipato alla clonazione di cumulina con il prof. Ryuzo Yanagimachi (Honolulu, Hawaii), Redi ha determinato i tempi di sostituzione delle protamine nel corso della formazione del pronucleo maschile, ha ritrovato una nuova popolazione di topolini a Seveso (in altri termini figli della diossina) e ha identificato l'oocita competente allo sviluppo embrionale (questa ricerca è coperta da brevetto internazionale). Attualmente si occupa dello sviluppo di un citoplasto artificiale per la riprogrammazione genetica dei nuclei di cellule somatiche - è riuscito a moltiplicare una linea staminale di origine embrionale - con l'obiettivo di combattere gravi malattie quali il Parkinson, la leucemia, i tumori ma anche il diabete, l'infarto del miocardio e la degenerazione della cornea.
Il punto di partenza è, ovviamente, la sperimentazione di cellule embrionali non contaminate, tecnica già conosciuta il cui reimpianto su organismi malati ha prodotto risultati molto confortanti. Il problema della scienza di oggi, tuttavia, risiede nel potenziale moltiplicabile di queste cellule che da sole basterebbero a malapena a curare un singolo malato. Non a caso a Sanremo (
al Museo civico, ore 17.00) Redi, con la partecipazione del vicedirettore dell'istituto Tumori di Genova
Adriana Albini, affronterà il tema delle
Nuove frontiere della genetica nelle scienze della vita, vale a dire le possibilità che la nuova medicina - la rigenerativa, appunto - offre per debellare quelle malattie cui finora la farmacopea ufficiale non è stata in grado di contrapporsi.
La presenza dello scienziato pavese giunge così nel momento di massima intensità del dibattito sulla liceità delle ricerche sulle cellule staminali. Un tema che non si risolve solo nel tema della fecondazione assistita, motivo del
referendum di domenica e lunedì mattina prossimi, ma che riguarda interamente la tutela della vita umana.
Mara PardiniNella foto: Carlo Redi.