Sabato 21 maggio 2005, alle 10.30 presso il
Centro Culturale Galliera di via Garibaldi, è in programma un compleanno eccellente. Anzi, no. È un incontro. Forse tutti e due. La rivista
Il Cormorano organizza un omaggio al poeta imperiese
Giuseppe Conte.
Quando lo chiamo cade dalle nuvole e scherza: «questa cosa del compleanno è una sorpresa. Non ne so quasi nulla. È vero che nel 2005 (a novembre n.d.r.) secondo l'anagrafe compio sessant'anni, ma in realtà ne ho diciannove».
Quindi la poesia mantiene giovani? «Certamente, è come lo spirito puer della psicologia junghiana».
Conte scrive molto - poesia, narrativa, saggistica, teatro - e quando gli si chiede quale preferisce fra tanti generi risponde: «io sono uno scrittore, scrivo perché ho diverse cose da dire e uso la scrittura senza nessun pregiudizio di genere. Se proprio dovessi dire a quale sono più affezionato, beh, direi la poesia». Anche se il suo ultimo romanzo
La casa delle onde verrà con tutta probabilità selezionato tra i finalisti del Premio Strega proprio a Genova - Palazzo Ducale.
Il libro - che racconta le indagini di un ex ufficiale della Marina su un naufragio in cui è coinvolto il poeta inglese Percy Bysshe Shelley - sta avendo molto successo. Cosa ne pensa? «Sono molto contento. Ho notato molte recensioni azzeccate. Insomma, posso dire che è stato capito».
Il poeta continua a viaggiare senza sosta. È sempre in giro per il mondo e... «appena butto giù il telefono salto in macchina e vado a Torino per una conferenza sulla bellezza». Di che parlerà? «Di Apollo e Venere, e della crisi della bellezza apollinea».
Sabato invece arriva a Genova per questo "forse" compleanno: i lavori andranno avanti fino al pomeriggio. Tra i partecipanti Stefano Verdino, Stefano Zecchi, Tomaso Kemeny, Roberto Mussapi, Bianca Garavelli.
Nella foto: Giuseppe Conte