Il sanremasco Italo Calvino è nato a Cuba, a Santiago de las Vegas. Questo lo sanno più o meno tutti. Di suo padre, Mario, e sua madre, Eva Mameli, quasi tutto era ignoto. Allora, alle 2 bibliotecarie del è venuto in mente di organizzarci su un convegno e pubblicare un libro sulla storia di questi due scienziati a loro tempo famosissimi e oggi un po' dimenticati.
Uno potrebbe pensare: vabbé, un convegno, le solite robe, parole parole parole / soltanto parole / parole fra noi. Non è andata così. Intanto non si trattava di un convegno, ma di una giornata di studi. Una cosa svelta, che si è iniziato alle 10 della mattina e si è finito quando ha cominciato a far buio. Poi Mario ed Eva Calvino sono figure originali, come forse ce ne sono altre nel secolo passato e persino da queste parti (sempre estremo lembo del Ponente ligure), ma di certo non in coppia.
Mario Calvino è stato agronomo e scienziato, ha fondato una quantità di stazioni sperimentali fra il Messico, Cuba e Sanremo. Per il Messico è partito all'età di 35 anni su per giù, e siccome si parla del 1919, non ci dev'essere andato in Concorde (a parte il fatto che l'anno prima aveva cospirato per far fuori lo zar di Russia). Era un tipo così: massone, lo è rimasto lungo il Ventennio nonostante il divieto del Duce, e col regime ha pure collaborato, tenendo ben separate le sue convinzioni dalla sua vocazione di scienziato.
Più straordinaria ancora la vita di Eva Mameli, 11 anni più giovane di Mario e a 25 anni già docente universitaria. Nel '20, cioè a 34 anni sposa Mario (una bellissima storia d'amore, che si legge nel libro Il giardino segreto dei Calvino, di Forneris-Marchi (Genova, De Ferrari, 2004: magnifico album con foto esilaranti di Italo Calvino bimbo capriccioso e una quantità di piante esotiche cubane e non solo. Da comprare e regalare). Nel '27, abbandona l'università per dedicarsi ai figli Italo e Floriano, ma anche alla Stazione sperimentale di Sanremo. Durante la seconda guerra mondiale, subiscono persecuzioni ignobili: Eva assiste addirittura alla finta fucilazione del marito. Ma resiste, resistono: son cose da ricordare, e non ci sono pacificazioni pelose che lo impediscano.
E fin qua, la parte seria ma non pesante del consesso, dell'incontro, insomma della giornata. Il bello di questi eventi, però, sta nel backstage (la nuova giunta di Sanremo si distingue per efficienza e uso dell'inglese, quindi ci si adegua). Si conoscono i compagni di classe dello scrittore, classe di ferro 1923, tutti arzilli almeno come il presidente Ciampi. Si ritrovano giornalisti affermati e scrittori potenti ma in fondo buoni e soprattutto gran signori (Armando Besio di Repubblica, e Nico Orengo). Fa il suo figurone persino un assessore provinciale di Forza Italia, quindi nemico (però è Massimo Donzella, che col suo giubbottino Geox dove lo metti fa sempre la sua ottima figura).
A questo punto, esce fuori Marzullo e domanda: com'era il buffet? Difficile rispondere. Per esserci c'era, ed era anche copioso: ma il museo Borea d'Olmo, sede della giornata, era strapieno di gente e guarda il caso tutti, all'ora del buffet, avevano una fame da orbi. Non si può giudicare ciò che si è appena valutato: sarà per la prossima volta, per il prossimo convegno, dove merito ormai di essere fra i relatori e non più soltanto fra i cronisti, vero.